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Vangelo di Dio

Il nostro Signore Gesù Cristo, prima di ascendere al cielo affidò la missione ai Suoi Apostoli che aveva scelti;

esponendo loro il programma dell’evangelizzazione: “Ogni potere mi è stato dato in cielo e sulla terra. 

Andate dunque e fate miei discepoli tutti i popoli battezzandoli nel mio nome (le parole del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, furono aggiunte dai cosiddetti “padri della chiesa”, imbevuti dalla filosofia Greca), insegnando loro a osservare tutte quante le cose che vi ho comandate. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine dell'età presente»” (Mt. 28:18b-20). Gli Apostoli, gli furono testimoni in Gerusalemme, e in tutta la Giudea e Samaria, e fino all'estremità della terra» (cfr. (Ro. 15:19b). Essi annunciarono tutto quello che videro e udirono (1Gv. 1:1-3) dalla bocca del Signore Gesù, prima oralmente e poi messo per iscritto da alcuni dei Suoi Apostoli, vale a dire, il Vangelo del Regno di Dio.

Vangelo che Dio aveva già promesso per mezzo dei suoi profeti nelle sante Scritture. Il Vangelo riguarda il Figlio Suo, Gesù Cristo Signore nostro, morto a causa delle nostre offese e risuscitato per la nostra giustificazione. Cristo Gesù, da Dio è stato fatto per noi sapienza, giustizia, santificazione e redenzione (1Co. 1:30). Egli è il Vangelo d’annunciare, l’annuncio è la forma, Gesù Cristo il contenuto.

Gesù aveva scelto dodici discepoli per ammaestrarli e poi inviarli come Apostoli, ad annunciare la Buona Notizia della grazia di Dio in Cristo Gesù, per la salvezza di chiunque crede. Poi scelse un altro Apostolo e a lui rivelò il Vangelo d’annunziare. Questi era Saulo da Tarso Ga. 1:11,12,15,16.

Saulo da Tarso

Saulo da Tarso entrò nella storia della redenzione da acerrimo oppositore, determinato a devastare la Chiesa di Cristo Gesù con ogni mezzo (Ga. 1:13,14). Nato a Tarso, una provincia romana nel sud-est dell’Asia Minore; in quel tempo un importante centro del Mediterraneo e dove esisteva una prestigiosa università. Era figlio di un membro aderente alla rigida setta dei Farisei (Ga. 1:13). Tarso era un centro di cultura greca, dove probabilmente Saulo iniziò gli studi, probabilmente poi i suoi genitori giovanissimo lo mandarono a studiare a Gerusalemme, (quello che Luca racconta in Atti 22:3 è poco affidabile, in quando Luca dichiara di scrivere su delle informazioni apprese qua e là, circa 30-35 anni dopo che l'apostolo Paolo aveva portato a termine la missione affitagli da Dio (Ga. 1:15,16a),

Educato nella tradizione dei padri divenne zelante nell’osservare la Legge dei padri per la causa di Dio, perseguitando i discepoli di Gesù; poi dirà di aver agito per ignoranza (1Ti. 1:13). Sin da giovane si trovò a capo di un gruppo che perseguitava i discepoli del Signore in Gerusalemme (Ga. 1:14). Anche Paolo dovette abbandonare Gerusalemme a causa della persecuzione dei Giudei Cristiani. Ma Dio lo aveva scelto per annunciare il Figlio Suo alle nazioni (Ga. 1:15,16).

L’Apostolo Paolo scelto con il preciso incarico di portare a conoscenza dei popoli il nome di Gesù Cristo (Ro. 15:19); il “vangelo della grazia di Dio”, Vangelo “che egli aveva già promesso per mezzo dei suoi profeti nelle sante Scritture riguardo al Figlio suo, nato dalla stirpe di Davide secondo la carne, dichiarato Figlio di Dio con potenza secondo lo Spirito di santità mediante la risurrezione dai morti; cioè Gesù Cristo, nostro Signore” (Ro. 1:3,4), diventato poi il “grande” Apostolo dei Gentili (Ga. 2:8).

Paolo Apostolo di Gesù Cristo

Dio scelse Paolo, istruito nelle sacre Scritture per annunziare il Suo Vangelo, prima oralmente e poi messo per iscritto. Paolo è l’uomo di Dio del Nuovo Patto, come Mosè, è l’uomo di Dio dell’Antico Patto. Due uomini di Dio che hanno qualcosa in comune: l’istruzione, della quale Dio si è servito.

L’Apostolo Pietro esorta i suoi lettori, passati e presenti: aggiungete alla vostra fede la conoscenza del nostro Signore Gesù Cristo (2Pi. 1:5-8).

L’Apostolo Paolo scrive nella Lettera agli Efesini: “È lui che ha dato alcuni come apostoli, altri come profeti, altri come evangelisti, altri come pastori e dottori, per il perfezionamento dei santi in vista dell'opera del ministero e dell'edificazione del corpo di Cristo, fino a che tutti giungiamo all'unità della fede e della piena conoscenza del Figlio di Dio, allo stato di uomini fatti, all'altezza della statura perfetta di Cristo; affinché non siamo più come bambini sballottati e portati qua e là da ogni vento di dottrina per la frode degli uomini, per l'astuzia loro nelle arti seduttrici dell'errore( (Ef. 4:11-14). “Desidero infatti che sappiate – scrisse ai Colossesi - quale arduo combattimento sostengo per voi, per quelli di Laodicea e per tutti quelli che non mi hanno mai visto di persona, affinché siano consolati i loro cuori e, uniti mediante l'amore, siano dotati di tutta la ricchezza della piena intelligenza per conoscere a fondo il mistero di Dio, cioè Cristo, nel quale tutti i tesori della sapienza e della conoscenza sono nascosti” (Cl. 2:1-3).

Gesù promette ai Suoi discepoli un altro Consolatore che sarebbe sempre col loro e si manifesterebbe a loro: lo Spirito della verità.  “Giuda (non l'Iscariota) gli domandò: «Signore, come mai ti manifesterai a noi e non al mondo?» Gesù gli rispose: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola; e il Padre mio l'amerà, e noi verremo da lui e dimoreremo presso di lui. Chi non mi ama non osserva le mie parole; e la parola che voi udite non è mia, ma è del Padre che mi ha mandato.

Vi ho detto queste cose, stando ancora con voi; ma il Consolatore, lo Spirito Santo, che il Padre manderà nel mio nome, vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto quello che vi ho detto” (Gv. 14:15-26). “Se uno vuol fare la volontà di lui, conoscerà se questa dottrina è da Dio o se io parlo di mio” (Gv. 7:14-17). “Ma quando sarà venuto il Consolatore che io vi manderò da parte del Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli testimonierà di me; e anche voi mi renderete testimonianza, perché siete stati con me fin dal principio” (Gv. 15:26,27). Un testimone racconta ciò che ha visto e udito.

Gesù e Paolo

Dopo Gesù, Paolo fu il più grande espositore del “Vangelo di Dio”, sia oralmente (1Co. 1:23), sia per iscritto: scrisse tredici Lettere o quattordici secondo alcuni che includono Ebrei. Istruito nelle Sacre Scritture, espone il Vangelo della salvezza con un’intelligenza e straordinaria chiarezza, mettendo a fuoco il fondamento della fede Cristiana. Egli non parla dei fatti che si svolsero alcuni anni prima a Gerusalemme: l’arresto di Gesù, la crocifissione, la tomba vuota ecc.

Per Paolo sono fatti che fanno parte del piano di Dio: “ma quando giunse la pienezza del tempo, Dio mandò suo Figlio, nato da donna, nato sotto la legge, per riscattare quelli che erano sotto la legge, affinché noi ricevessimo l'adozione” (Ga. 4:4,5). “Voi, che eravate morti nei peccati e nella incirconcisione della vostra carne, voi, dico, Dio ha vivificati con lui, perdonandoci tutti i nostri peccati; egli ha cancellato il documento a noi ostile, i cui comandamenti ci condannavano, e l'ha tolto di mezzo, inchiodandolo sulla croce” (Cl. 2:13,14).

È noto che Gesù fu condannato alla crocifissione per opera dei sacerdoti e degli anziani del popolo, che lo accusarono di bestemmia, dicendo: perché essendo uomo “si è fatto Figlio di Dio” (Mt. 26:65; Mr. 14:63; Gv. 19:7).

Egli parla di ciò che è Gesù ora, in questo momento e in ogni momento: il “… risorto dai morti” (2Ti. 2:8), l’Evangelo di Dio promesso nelle Scritture che, “riguardo al Figlio suo” (Ro. 1:2-4), esso, l’Evangelo, è tutto ciò che l'uomo deve sapere da parte di Dio. Poiché la conoscenza della volontà di Dio espressa nelle sacre Scritture, ci “…conduce alla salvezza mediante la fede in Cristo Gesù” (2Ti. 3:15; Gv. 17:3).

Paolo è sempre più consapevole della straordinaria portata del Vangelo affidatogli, tanto da fargli dire: “…per me il vivere è Cristo” (Fl. 1:21); “non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me” (Ga. 2:20); ritenendo le altre cose “…un danno di fronte all'eccellenza della conoscenza di Cristo Gesù…” (Fl. 3:8).

Alle Chiese della Galazia, preoccupato del loro modo di agire scrive: “Figli miei, per i quali sono di nuovo in doglie, finché Cristo sia formato in voi” (Ga. 4:19); “voi tutti che siete stati battezzati in Cristo vi siete rivestiti di Cristo” (Ga. 3:27); ai Corinzi scrive: “Ed è grazie a lui che voi siete in Cristo Gesù, che da Dio è stato fatto per noi sapienza, giustizia, santificazione e redenzione” (1Co. 1:30); agli Efesini dice: “Voi infatti siete stati salvati per grazia, mediante la fede, e ciò non viene da voi, è il dono di Dio” (Ef. 2:8); mettendo in guardia i Filippesi da coloro che travisano il Vangelo di Dio dice: “perché i veri circoncisi siamo noi, che offriamo il nostro culto per mezzo dello Spirito di Dio, che ci vantiamo in Cristo Gesù, e non mettiamo la nostra fiducia nella carne” (Fl. 3:3); ai Colossesi li metti in guardia contro i falsi dottori: “Guardate che nessuno vi faccia sua preda con la filosofia e con vano inganno, secondo la tradizione degli uomini, secondo gli elementi del mondo e non secondo Cristo, poiché in lui abita corporalmente tutta la pienezza della Deità” (Cl. 2:8,9); ai Tessalonicesi dice: “in ogni cosa rendete grazie, perché questa è la volontà di Dio in Cristo Gesù verso di voi” (1Te. 5:18). (Citando alcuni dei tanti passi).

Le Lettere di Paolo

L’Apostolo Paolo, come si è detto, scrisse tredici Lettere: nove a delle comunità e quattro a individui. Tutti i suoi scritti sono scritti di circostanza, con un unico obiettivo: focalizzare Gesù Cristo e la Sua Opera redentrice, il cui centro dell’Evangelo è la risurrezione di Gesù Cristo (1Co. 15:12-14).

Nella Lettera ai Romani, l’Apostolo fa un’introduzione (1:1-17) particolarmente articolata, in essa si trova risposta ai capi saldi della fede in Gesù Cristo, il Figlio di Dio promesso, in quando sono tracciate in maniera logica e sistematica le linee del piano di salvezza concepito da Dio per salvare l'uomo peccatore e riportarlo a quella comunione con Lui per la quale l’ha creato.

Considerando la portata del tema che si propone di annunciare, comincia col definirsi: “Paolo, servo di Cristo Gesù, chiamato ad essere Apostolo, appartato per l’Evangelo di Dio”.

Servo di Gesù Cristo

Il termine servo si identifica in colui che riconosce Dio e compie fedelmente la Sua volontà e designa in particolare i grandi uomini di Dio: Abramo (Sl. 105:6); Davide (Sl. 132:10). Poi, per un Ebreo, “servo di Dio” è, innanzi tutto la designazione di Israele (Le. 25:42; 1Cr. 16:13), il popolo eletto e come tale designato a onorare e servire Dio, è un titolo che designa gli uomini di Dio che hanno agito e seguito fedelmente i Suoi comandamenti: Mosè (Nm 12:7); i Patriarchi (De. 9:27); i Profeti (Gr. 7:25). In Cristo ogni credente è servo di Dio, poiché nel servire il Cristo, si ritrova al servizio di Dio (Gv.14:9-12; 1Pi. 2:1-10; Ro.12:1-6).