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La Chiesa sulle orme di Salomone re d'Israele

La Chiesa fondata dall’Apostolo Paolo (cfr. Ef. 3:8ss), cominciò ben presto a deviare dall’insegnamento apostolico, raggiunse il culmine negativo quando nel 325 l’imperatore Costantino I impose il cristianesimo come religione di stato.

L’evento di Costantino a unico arbitro dell’impero romano, segno una svolta cruciale e purtroppo negativa nella storia del cristianesimo. L’imposizione di Costantino era dettata da questioni politici, che i vari Ario, Macedonio, Nestorio, Utiche e qualche altro con la propria teologia creavano o potevano creare qualche problema alla stabilità dell’impero.

Salomone regnò 40 anni, dal 971 al 931 a. C.)

Egli si elevò a grandissime altezze e cadde in profondità inaudite. Due volte Dio gli apparve dopo la successione al trono di suo padre (1Re. 11:9; 3:5; 9:2). Egli fu dotato di saggezza soprannaturale e di ricchezza al di là di ogni desiderio. Il suo regno fu un regno di pace e prosperità. Edificò il tempio di Gerusalemme, un’opera grandiosa mai costruita dall'uomo. La sua fama raggiunse i quattro canti della terra.

Scrisse 3000 proverbi e 1005 inni (1Re 4:32). Egli era più saggio dei mitici filosofi del suo tempo, poiché il suo regno era un diretto dono di Dio (1Re 3:12). Compose tre dei Libri della Bibbia: Proverbi, Ecclesiaste e Cantico dei Cantici.

La sua fama raggiunse i quattro canti della terra. Salomone si elevò a grandissime altezze e cadde in terribili profondità. L'errore più grave consistette nel contrarre matrimoni politici, per rafforzare il regno, come riteneva giusto, sposò numerose donne delle nazioni circostanti. Queste alleanze furono disastrose, poiché le mogli pagane recarono con sé le loro religioni pagane. Nella vecchiaia Salomone dimenticò l'Eterno per adorare gli idoli portati dalle mogli.

Egli fu anche la causa della divisione del regno d’Israele. Alla sua morte il figlio Roboamo, mal consigliato (1Re. 12:10) si comportò da sciocco, portando al culmine il rancore che covava nelle altre tribù contro la tribù di Giuda. Il regno si divise, dieci tribù abbandonarono la casa di Davide. Si diedero per re Geroboamo e diedero vita al regno d’Israele, due tribù: Giuda e Beniamino restano fedele alla casa di Davide, e si sottomettono al re Roboamo. L’undicesimo capitolo di 1Re, riporta un resoconto drammatico di quello che era stato un grande re.

“Il re Salomone, oltre alla figlia del faraone, amò molte donne straniere: delle Moabite, delle Ammonite, delle Idumee, delle Sidonie, delle Ittite, donne appartenenti ai popoli dei quali il SIGNORE aveva detto ai figli d'Israele: «Non andate da loro e non vengano essi da voi, poiché essi certo pervertirebbero il vostro cuore per farvi seguire i loro dèi». A tali donne si unì Salomone nei suoi amori. Ebbe settecento principesse per mogli e trecento concubine; e le sue mogli gli pervertirono il cuore. Al tempo della vecchiaia, le sue mogli gli fecero volgere il cuore verso altri dèi; e il suo cuore non appartenne interamente al SIGNORE suo Dio, come il cuore di Davide suo padre. Salomone seguì Astarte, divinità dei Sidoni, e Milcom, l'abominevole divinità degli Ammoniti. Così Salomone fece ciò che è male agli occhi del SIGNORE e non seguì pienamente il SIGNORE, come aveva fatto Davide suo padre. Fu allora che Salomone costruì, sul monte che sta di fronte a Gerusalemme, un alto luogo per Chemos, l'abominevole divinità di Moab, e per Moloc, l'abominevole divinità dei figli di Ammon. Fece così per tutte le sue donne straniere, le quali offrivano profumi e sacrifici ai loro dèi” (1Re. 11:1-8).

A dilaniare la Chiesa di Cristo, furono prima i cosiddetti “padri della chiesa”, imbevuti dalla filosofia Greca, continuarono i cosiddetti “vescovi di Roma”; dopo la Riforma Protestante, si è costituito un ginepraio di comunità a “denominazione evangelica”.

CONTINUA