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Dinamico Monarchianismo

Entrò poco tempo una reazione è sopravvenuta contro l’evidente minaccia al monoteismo proposta dall’introduzione di un “secondo Dio” nella forma di un preesistente Cristo.

Prima di diventare Cristiani Giustino ed altri scrittori di quei primi tempi erano stati imbevuti della filosofia Greca.

È stato facile per loro abbandonarsi a speculazioni e quindi a leggere il prologo di Giovanni come se fosse in armonia con la veduta Greca dell’universo:

Gli Apologeti del secondo secolo erano più familiari con la cosmologia Platonica che con la Soteriologia biblica, e per conseguenza hanno sforzato la Dottrina Cristiana ad adattarsi ad una forma filosofica Procustiana. Essi concepivano Dio come un’essenza al disopra ed al di là di qualsiasi altra, ineffabile, incomunicabile, impossibile, esaltata al di sopra di ogni attività, tempo o spazio.

Questo dio Platonico ci ha mandato la Parola…Attraverso un atto della sua volontà, per essere un intermediario per la creazione, rivelazione e redenzione. La dottrina interpreta il figlio come preesistente.

La reazione avvenne quando un gruppo di credenti protestò che la Divinità è strettamente formata da un’unica Persona – una “monarchia”. Teodoto il conciapelli è stato quello che ha sollevato la questione sull’umanità di Gesù a Roma nel 190-200. Facendo appello all’affermazione strettamente monoteistica di Paolo in Timoteo 2:5, egli manteneva che Gesù non aveva diritto di essere chiamato Dio. Il suo successore, un’altro Teodoto, ha continuato a sostenere la veduta che Gesù era un uomo concepito supernaturalmente. Circa trent’anni dopo Artema, avendo la stessa “dinamico-monarchianisma” credenza della Divinità ha contrastato il vescovo Romano sostenendo che l’antica Cristologia, che i monarchiani difendevano, era stata distorta dalla Chiesa ufficiale.