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La Lettera ai Romani

La lettera ai Romani è di fondamentale importanza, sia dal punto di vista dottrinale e spirituale sia da quello morale. Essa è stata la base della Riforma Protestante, durante la quale sono state riscoperte le verità della salvezza per grazia e della giustificazione per fede. Si può considerarla come un vero trattato di teologia perché in essa sono tracciate, in maniera logica e sistematica le linee del piano di salvezza concepito da Dio per salvare l'uomo peccatore e riportarlo a quella comunione con Dio per la quale lo ha creato.

L’autore

L'autore è Paolo, un Giudeo della Diaspora, nato a Tarso in Cilicia. Paolo (Saulo, questo è il suo vero nome), entra nella storia della redenzione da acerrimo nemico e spietato persecutore della Chiesa di Dio (Ga. 1:13). Ma Dio lo aveva scelto fin dal seno di sua madre, per rivelargli il Figlio Suo perché lo annunciasse a tutte le nazioni (Ga. 1:15,16). Egli fu fatto apostolo da Gesù Cristo e da Dio Padre stesso (Ga. 1:1,2), col preciso compito di portare il Messaggio della salvezza per grazia ai pagani (Ga. 2:7).

La data

La data di compilazione oscilla di pochi anni, la si può collocare nella primavera del 55 o 56.

La Lettera fu scritta durante il terzo viaggio missionario dell'apostolo.

Paolo stesso si definisce:

a) servo di Gesù Cristo (1:1)

b) apostolo (1:1)

c) messo a parte, per predicare il Vangelo di Dio (1:1)

d) oggetto della grazia di Dio (1:5)

e) debitore sia ai Giudei sia ai Gentili per portare loro il Vangelo della salvezza (1:1:14)

f) disponibile a farlo ovunque (1:15)

g) convinto che il Vangelo è potenza di Dio, per salvare chiunque crede (1:16)

I destinatari

Paolo fu scelto da Dio perché fosse l’apostolo delle Genti. Da allora operò in molte nazioni pagane raccogliendovi abbondanti frutti al Signore ma, pur avendo da lungo tempo desiderato di recarsi a Roma, ne era sempre stato in qualche modo impedito (1:13).

Paolo non aveva fondato questa Chiesa, e non era mai stato a Roma, ma desiderava profondamente di visitarne i credenti per edificarli nella comune fede (1:10-13; 15:23,24,29).

Non si sa esattamente come si fosse formata questa Chiesa nella capitale dell'Impero. Forse i primi a portarvi il Vangelo furono alcuni credenti Ebrei che si spostavano in tutto l’impero romano. Probabilmente, in seguito, furono assistiti da cristiani provenienti da Antiochia, Efeso e Corinto. Svetonio, lo storico romano, afferma che nel 49 d. C. esisteva a Roma un gruppo fiorente di cristiani. Nella chiesa di Roma vi erano sia dei Giudei sia dei pagani convertiti a Cristo.

Paolo definisce questi credenti di Roma come amati da Dio (1:7) e fedeli (1:8), assicurandoli anche delle sue preghiere (1:9).

Il contenuto

Il contenuto della Lettera è l'esposizione del piano di salvezza concepito da Dio in Cristo Gesù per salvare il peccatore e riconciliarlo con Dio mediante l’Opera di Cristo Gesù.

Come tutte le sue Lettere, anche la lettera ai Romani è composta di una parte dottrinale (capitoli 1-11) e di una parte pratica in cui la dottrina viene applicata alla vita di tutti i giorni (capitoli 12-16).

Nella sua introduzione (1:1-17), l'apostolo spiega il tema che sta per trattare, cioè il Vangelo di Dio, "Buone Notizie", (vv. 1,9,15,16) e definisce in cosa consiste il Messaggio del Vangelo che si propone di annunciare.

Questo Vangelo:

a) era stato annunciato e promesso da Dio per mezzo dei Suoi Profeti nelle sante Scritture (1:2)

b) è centrato sulla Persona e l’Opera di Cristo (1:3)

c) presenta Cristo come uomo, nato nella famiglia di Davide (1:4)

d) presenta Cristo come Figlio di Dio, secondo lo Spirito di santità mediante la resurrezione dai morti (1:4)

Il Vangelo agisce con la potenza di Dio nei cuori (1:16) rivelando la perfetta giustizia e le esigenze di Dio (1:17) e deve essere creduto e accettato sia da chi lo predica sia da chi lo ascolta (1:17). La sua portata è universale; infatti, esso è potente sia per i Giudei sia per i Gentili (1:16). Nei capitoli che seguono, Paolo descrive dettagliatamente in cosa consiste questo Evangelo.

Lo studio della Parola di Dio non è mai fine a se stesso. La conoscenza delle sacre Scrittura, ci dona la sapienza che conduce alla salvezza mediante la fede in Cristo Gesù (2Ti. 3:14,15; cfr. Ro. 1:5).