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Lettera ai Galati

La Lettera ai Galati, secondo gli studiosi è il primo Libro incluso nel Canone del Nuovo Patto, redatta da Paolo tra il 48 e il 51; il disaccordo dipende dall'interpretazione del poi, dopo tre anni e del Poi, trascorsi quattordici anni. Paolo, secondo quando leggiamo in Galati 2:20, conta gli anni dalla sua conversione: "Sono stato crocifisso con Cristo: non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me! La vita che vivo ora nella carne, la vivo nella fede nel Figlio di Dio il quale mi ha amato e ha dato se stesso per me". Quindi, la data corretta si dovrebbe collocare nel 48 o al massimo il 50 circa, perchè molti sommano 3+14= 17, il che sposta la data nel 51.

La Lettera ai Galati è rimasta di straordinaria attualità nel corso dei secoli, è stata tra le preferite dei Riformatori del XVI secolo e continua a essere rilevante oggi e lo sarà anche in futuro, perché in essa sono contenuti i principi immutabili della sola fede in Cristo Gesù, il Figlio di Dio Signore nostro.

La Lettera ai Galati è stata paragonata al bozzetto che precede l'opera completa della lettera ai Romani, e certamente le due lettere hanno molto in comune. Entrambe danno rilievo alla salvezza, all'emancipazione del credente dalla legge, all'abolizione davanti a Dio di ogni differenza tra Giudei e Gentili. La Lettera ai Galati, inoltre, ha degli aspetti in comune con 2Corinzi, poiché entrambe mettono in evidenza la sua autorità di apostolo.

La zona occupata dalla Galazia cambiava da periodo a periodo. In origine era un territorio nella parte nord occidentale dell'Asia Minore, abitato dai Galli che gli diedero anche il nome. Qualche tempo dopo, fu occupata dai Romani che estesero il territorio verso sud e lo incorporarono all'impero in qualità di provincia. Oggetto di discussione è se Paolo abbia indirizzato l'epistola ai Galati delle Chiese della parte meridionale della provincia fondate durante il primo viaggio missionario, o se si sia rivolto alle Chiese della parte settentrionale fondate durante il secondo viaggio. I Galati erano generosi, incoerenti, impulsivi e litigiosi e tutte queste caratteristiche si riflettono nella Lettera a loro indirizzata. Dalle quindici opere della carne elencate da Paolo (5:20,21), otto sono peccati di conflitto.

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