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Saulo da Tarso poi Paolo

Saulo da Tarso entrò nella storia della redenzione d’acerrimo nemico, perseguitò la Chiesa ad oltranza nel tentativo di distruggere la fede in Cristo Gesù. Ma Dio lo aveva prescelto fin dal seno di sua madre, chiamandolo al Suo servizio per annunciare il Figlio Suo fra gli stranieri. Saulo, chiamato poi Paolo, dichiara di essere fatto apostolo non dagli uomini, né per mezzo di un uomo, ma per mezzo di Gesù Cristo e Dio Padre che Lo ha risuscitato da morti, secondo la Sua volontà (Ga. 1:15,16; 1:1-4; in tutte le sue Lettre si presenta come: Paolo, servo di Gesù Cristo…Apostolo (Ro. 1:1; Paolo, chiamato a essere apostolo di Cristo Gesù per volontà di Dio (1Co. 1:1; Ef. 1:1 Paolo Apostolo di Gesù Cristo (2Co. 1:1); Paolo, apostolo non da parte di uomini né per mezzo di un uomo, ma per mezzo di Gesù Cristo e di Dio Padre che lo ha risuscitato dai morti (Ga. 1:1).

L’apostolo Paolo è stato (e lo è ancora, abbiamo le sue Lettere) dopo Gesù, il più grande e prolifero missionario del Vangelo di Dio; il fondatore, in un vasto territorio di un considerevole numero di comunità greco-cristiane, colui che ha dato alle sue comunità la base teologica per la libertà dalla Legge ebraica, scrisse tredici Lettere per l’edificazione e il perfezionamento dei santi. Alcune contengono Dottrina e istruzione: Romani, Efesini, 1 e 2 Tessalonicesi; altre Rimprovero per peccati nella vita pratica: 1 e 2 Corinzi e Filippesi; altre ancora Correzione dottrinali: Galati e Colossesi.

Secondo la cronologia di redazione dei Libri inclusi nel Canone del Nuovo Patto, più o meno condivisa dagli studiosi, il primo Libro redatto da Paolo è la Lettera ai Galati, seguono: 1 e 2 Tessalonicesi, 1 e 2 Corinzi, Romani, Filippesi, Efesini, Colossesi e Filemone, redatte da Paolo tra il 48-51 e il 58-59. 1Timoteteo, Tito e 2Timoteo redatte tra il 62 e il 63-64 circa.

La lettura della biografia di Paolo ci sarà molto utile per meglio apprezzare il contenuto delle Lettere. Ogni circostanza della sua vita si riflette nelle sue Lettere (conflitto con i giudaizzanti, prigionia, solitudine) e da loro uno stile e un'impronta particolari. Un esercizio molto utile sarebbe quello di leggere in modo veloce l'insieme dei suoi scritti secondo l'ordine cronologico della loro redazione (Galati, 1 e 2Tessalonicesi, 1 e 2Corinzi, Romani, Filippesi, Efesini, Colossesi, Filemone, 1 Timoteo, Tito, 2 Timoteo) e di notare la maturazione della sua persona e del suo pensiero. Prenderemmo dimestichezza con le particolarità e l'evoluzione del suo vocabolario e del suo stile e anche con le sue abitudini letterarie. Per questa lettura veloce, bisognerebbe soprattutto guardarsi dal voler comprendere tutto. Lasciatevi semplicemente impregnare dall'atmosfera che emana da questa personalità così ricca e affascinante. Dopo aver fatto questo, abborderete la lettura di ciascuna Lettera con gli stessi sentimenti che si provano aprendo una lettera di un amico molto caro.

Non dimentichiamo che, nella maggior parte dei casi, i destinatari delle Lettere conoscevano la persona e i pensieri di colui che scriveva. La lettera che Paolo indirizza loro presupponeva la conoscenza dell'insieme della dottrina cristiana; l'autore si concentra su quei punti dove gli erano state segnalate delle deficienze e deviazioni. Per questa ragione, se si facesse un quadro che segnali il numero dei versetti consacrati a vari problemi nelle Lettere, non se ne potrebbe dedurre una scala di valori sui diversi punti di dottrina o di vita. Secondo le Lettere ai Tessalonicesi, si dovrebbe credere che la dottrina degli avvenimenti futuri debba occupare il primo posto nel pensiero dei credenti; ma, nell'epistola ai Romani, il ritorno di Cristo non è nemmeno menzionato.