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Su questa Roccia edificherò la mia Chiesa

“«Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente» …su questa Roccia edificherò la mia chiesa, e le porte dell'Ades non la potranno vincere” (Mt. 16:16,18b N. D.).

Gesù durante la Sua vita terrena non edificò la Sua Chiesa e non lasciò nulla di scritto, i Testimoni oculari della Sua risurrezione ci hanno trasmesso quando di memorabile avevano visto e udito, in tutto quello che Gesù fece in opere e parole (Gv. 20:30,31).

In particolare l’apostolo Paolo ricevette da Dio la grazia “…di annunciare agli stranieri le insondabili ricchezze di Cristo. Paolo (prima Saulo di Tarso) non faceva parte dei Dodici Apostoli, egli entrò nella storia della redenzione da acerrimo nemico.

Alla Chiesa dei Galati da lui fondata che, metteva in dubbio il suo ministero apostolico scrisse: “Vi dichiaro, fratelli, che il vangelo da me annunziato non è opera d'uomo; perché io stesso non l'ho ricevuto né l'ho imparato da un uomo, ma l'ho ricevuto per rivelazione di Gesù Cristo.

Infatti voi avete udito quale sia stata la mia condotta nel passato, quand'ero nel giudaismo; come perseguitavo a oltranza la chiesa di Dio, e la devastavo; e mi distinguevo nel giudaismo più di molti coetanei tra i miei connazionali, perché ero estremamente zelante nelle tradizioni dei miei padri. Ma Dio che m'aveva prescelto fin dal seno di mia madre e mi ha chiamato mediante la sua grazia, si compiacque di rivelare in me il Figlio suo perché io lo annunziassi fra gli stranieri. …” (Ga. 1:11-16).

“A me, dico, che sono il minimo fra tutti i santi, è stata data questa grazia di annunziare agli stranieri le insondabili ricchezze di Cristo e di manifestare a tutti quale sia il piano seguito da Dio riguardo al mistero che è stato fin dalle più remote età nascosto in Dio, il Creatore di tutte le cose; affinché i principati e le potenze nei luoghi celesti conoscano oggi, per mezzo della chiesa, la infinitamente varia sapienza di Dio, secondo il disegno eterno che egli ha attuato mediante il nostro Signore, Cristo Gesù; nel quale abbiamo la libertà di accostarci a Dio, con piena fiducia, mediante la fede in lui” (Ef. 3:8-12).

Dopo Gesù, Paolo fu il più grande pioniere del Vangelo di Dio. I suoi viaggi missionari lo portarono a percorrere tutto il mondo ordinato sotto l’impero romano. Fondò numerose Chiese, diede la base dottrinale e le istruzioni per il governo della Chiesa.

Scrisse tredici Lettere, nove alle varie Chiese e quattro a singole persone. Le Lettere indirizzate alle Chiese sono tutte di circostanza. Esse contengono: dottrina, istruzione, rimprovero, correzione per errori dottrinali ecc.

È rilevante quello che l'apostolo scrisse alla Chiesa dei Corinzi: “Or se il ministero della morte, scolpito in lettere su pietre, fu glorioso, al punto che i figli d'Israele non potevano fissare lo sguardo sul volto di Mosè a motivo della gloria, che pur svaniva, del volto di lui, quanto più sarà glorioso il ministero dello Spirito?

Se, infatti, il ministero della condanna fu glorioso, molto più abbonda in gloria il ministero della giustizia. Anzi, quello che nel primo fu reso glorioso, non fu reso veramente glorioso, quando lo si confronti con la gloria tanto superiore del secondo; infatti, se ciò che era transitorio fu circondato di gloria, molto più grande è la gloria di ciò che è duraturo.

Avendo dunque una tale speranza, ci comportiamo con molta franchezza, e non facciamo come Mosè, che si metteva un velo sul volto, perché i figli d'Israele non fissassero lo sguardo sulla fine di ciò che era transitorio.

Ma le loro menti furono rese ottuse; infatti, sino al giorno d'oggi, quando leggono l'Antico Patto, lo stesso velo rimane, senza essere rimosso, perché è in Cristo che esso è abolito. Ma fino a oggi, quando si legge Mosè, un velo rimane steso sul loro cuore; però quando si saranno convertiti al Signore, il velo sarà rimosso” (2Co. 3: 7-16).

Purtroppo molti "sedicenti ministri del Vangelo", ancora oggi dimostrano di non essersi convertiti al Signore; di fatto applicano le vicende vissute del popolo dell'Antico Patto alla Chiesa di Cristo; dichiarando che la Bibbia è tutto Evangelo!

A Timoteo, dopo avergli dato una serie di istruzioni riguardo al governo della Chiesa gli ricorda: “Ti scrivo queste cose sperando di venir presto da te, affinché tu sappia, nel caso che dovessi tardare, come bisogna comportarsi nella casa di Dio, che è la chiesa del Dio vivente, colonna e sostegno della verità” (1Ti. 3:14,15).

Le stesse istruzioni le rivolge a Tito: “Per questa ragione ti ho lasciato a Creta: perché tu metta ordine nelle cose che rimangono da fare, e costituisca degli anziani in ogni città, secondo le mie istruzioni, quando si trovi chi sia irreprensibile, marito di una sola moglie, che abbia figli fedeli, che non siano accusati di dissolutezza né insubordinati.

Infatti bisogna che il vescovo sia irreprensibile, come amministratore di Dio; non arrogante, non iracondo, non dedito al vino, non violento, non avido di guadagno disonesto, ma ospitale, amante del bene, assennato, giusto, santo, temperante, attaccato alla parola sicura, così come è stata insegnata, per essere in grado di esortare secondo la sana dottrina e di convincere quelli che contraddicono (Tt. 1:5-9).