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Divinità immigrate

Con l'andare del tempo la cerchia delle divinità romane si andò sempre più allargando, in quanto i Romani erano portati a adorare, per timore di offenderle non facendolo, le divinità di tutti i popoli con cui venivano a contatto; cosicché si ebbe in Roma il culto di JUNO SOSPITA, venerata nella città latina di Lanuvio, della dea FERONIA, propria di Capena; mentre si importò dall'Etruria il culto delle tre divinità JUPITER, JUNO, MINERVA, venerate, come facevano gli Etruschi, in un solo tempio (il più antico che sorgesse sul Capitolino). Ma soprattutto, fin dai più antichi tempi, fu importante l'importazione in Roma di divinità elleniche. Tali furono VESTA (Hestia), protettrice del focolare, quale simbolo di associazione umana (famiglia, stato), ed ERCOLE (Heracle), venerato in Italia quale dio di ogni insperato guadagno.

Una larga introduzione di culti greci, si ebbe poi verso il 500 a. C. quando furono portati da Cuma a Roma cosiddetti "LIBRI SIBILLINI", che si credevano contenere consigli circa la condotta religiosa cui Roma doveva attenersi nelle più gravi contingenze. Poiché tali libri, di origine egea (si diceva provenissero dalla Troade), e prescrivevano naturalmente il culto di divinità elleniche, Roma prese a venerare tali nuove divinità (APOLLO, LATOVA, DITE o PLUTONE, CASTORE e POLLUCE, ecc.), mentre sul modello di altri dèi greci si modificava la fisionomia di vecchie divinità italiche. Questo si continuò a farlo anche in seguito, man mano che crescevano i rapporti con il mondo greco. Così MARTE si identificò "Ares", SATURNO con "Cronos", VENERE con "Afrodite", DIANA con "Artemide", LIBERO con "Dioniso" o "Bacco", PROSERPINA con "Persefone", CERERE con "Demetra", JUPITES con "Zeus", JIURO con "Hera", VULCANO con "Hefesto", FAUNO con "Pane".

Nello stesso tempo alcune divinità Greche, pur senza confondersi con altre italiche, ricevevano, immigrando a Roma, nomi nuovi latini: così "Hermes" fu detto MERCURIO protettore dei mercanti, "Poseidone" NETTUNO (dio del mare) e "Asclepio" ESCULAPIO (dio della medicina).