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Riforma Protestante

 

Per Riforma Protestante, s'intende il movimento religioso di opposizione alla chiesa cattolica, avviato da Lutero nel sec. XVI, che si diffuse soprattutto nell'Europa centrale e settentrionale, e diede origine alle chiese protestante che si fondano sul protestantesimo e che professano un vangelo sovvertito (Gl. 1:8,9), non il Vangelo AUTENDICO annunciato da Paolo (Ga. 1:15,16).

Il Protestantesimo è una delle tre confessioni maggiori del cristianesimo, accanto al cattolicesimo e all'ortodossia.

I fautori della Riforma Protestante diedero vita, nel XVI secolo, a chiese separate dal cattolicesimo, con il proposito di restaurare la fede cristiana delle origini, pur conservando quanto ritenevano valido della tradizione successiva. Le comunità religiose riconducibili alla Riforma concordavano nel rifiutare il primato del papa sottolineando l'autorità della Bibbia e l'importanza della fede individuale.

Il movimento di riforma fu definito protestante dopo la seconda Dieta di Spira (1529), durante la quale sei principi luterani e i rappresentanti di alcune città tedesche protestarono contro la revoca dell'editto di tolleranza promulgato dalla dieta precedente.

LUTERO E LA RIFORMA PROTESTANTE

La Riforma si fa iniziare convenzionalmente nel 1517 con la pubblicazione delle 95 Tesi di Lutero contro la diffusione del commercio delle indulgenze, praticato, all'epoca, per finanziare la costruzione della basilica di San Pietro a Roma. Lutero, monaco agostiniano e professore di teologia a Wittenberg, era pervenuto alla convinzione, raggiunta non senza gravi drammi interiori, che solo la fede potesse portare l'uomo alla salvezza. Questa impostazione teologica riduceva enormemente lo spazio dell'agire umano in ordine alla salvezza. Inizialmente Lutero intendeva soltanto promuovere una riforma all'interno della Chiesa cattolica, ma a seguito dell'opposizione incontrata e del suo rifiuto di rivedere le proprie posizioni, incorse nella scomunica, negando definitivamente l'autorità del papa e ponendosi sotto la protezione del principe Federico di Sassonia, il quale gli consentì di divulgare le sue idee con numerosi scritti. La Riforma si diffuse rapidamente soprattutto in Germania, e ben presto furono fondate anche in Scandinavia le chiese nazionali.

ZWINGLI

Pochi anni dopo lo scisma di Lutero sorse a Zurigo un movimento di riforma più radicale, guidato da Huldrych Zwingli, che interpretando l'eucaristia come cerimonia puramente simbolica propugnò un culto sobrio e ridotto all'essenziale. La Riforma di Zwingli, adottata pacificamente con deliberazione della municipalità di Zurigo, si diffuse rapidamente in altre città della Svizzera pur incontrando l'ostilità di Lutero.

CALVINO

Il riformatore più influente della generazione successiva a Lutero e Zwingli fu Giovanni Calvino, teologo francese che si stabilì a Ginevra nel 1536 instaurandovi una riforma fondata su un ordinamento che prevedeva l'alleanza di Stato e Chiesa per assicurare moralità e ortodossia. Calvino, autore della prima esposizione sistematica della teologia protestante, istituì un governo ecclesiastico e fondò influenti istituzioni educative; calvinisti erano pure gli ugonotti francesi e molti degli olandesi che si batterono per l'indipendenza dalla Spagna cattolica.

ANGLICANESIMO

La Chiesa anglicana nacque nel 1534, con la decisione del re Enrico VIII di sottomettere alla sua autorità la Chiesa d'Inghilterra, sottraendola alla giurisdizione del papa. In seguito, la Chiesa anglicana elaborò un credo di tipo protestante fissato nei 39 Articoli, pur mantenendo elementi cattolici nell'organizzazione e nella liturgia e suscitando l'opposizione di gruppi dissidenti di ascendenza calvinista come i puritani.

GRUPPI RADICALI

Una volta organizzatisi in chiese ufficiali, luteranesimo e calvinismo, come anche la Chiesa anglicana, si trovarono di fronte alle accuse, mosse da numerosi gruppi radicali, di non essersi spinti abbastanza lontano nella ricerca di un cristianesimo genuino. Alcuni gruppi promossero sollevazioni politiche e assalti ai luoghi di culto, mentre altri ripudiarono l'uso della violenza: gli anabattisti, ad esempio, concentrati in Germania e Olanda e sostenitori della necessità di riservare il battesimo ai fedeli adulti, ebbero un ruolo rilevante nella guerra dei contadini, mentre i mennoniti svizzeri e olandesi assunsero posizioni pacifiste, limitandosi a creare comunità agricole autonome. In Inghilterra il pensiero di Robert Browne, contestatore dell'ordinamento ecclesiastico, ispirò il movimento dei congregazionalisti. Alcuni di questi gruppi radicali scamparono alle persecuzioni emigrando in America e stabilendosi nel New England (congregazionalisti e battisti), o nelle colonie centrali (mennoniti e anabattisti), mentre la Chiesa anglicana si diffuse nelle colonie. Nel XVI secolo l'Europa fu teatro di drastici mutamenti, provocati dalle correnti riformiste. Il papato e le istituzioni ecclesiastiche non riuscirono a sopire le rivolte ideologiche scaturite dalla polemica anticattolica svolta da personaggi carismatici e influenti come Martin Lutero e Giovanni Calvino. Nonostante la drastica azione della Controriforma, il cattolicesimo non riuscì più a riconquistare la supremazia spirituale perduta fra il XVI e il XVII secolo.

I riformatori Protestanti, il cui proposito era di restaurare la fede cristiana delle origini; non  hanno più annunciato il Cristo crocifisso annunciato dall'apostolo Paolo, ma diedero origini a un ginepraio di movimenti, ognuno del quale confessa la fede dei riformatori a cui aderiscono e non il Vangelo autentco annunciato da Paolo che dichiara: "Vi ricordo, fratelli, il vangelo che vi ho annunciato, che voi avete anche ricevuto, nel quale state anche saldi, mediante il quale siete salvati, purché lo riteniate quale ve l'ho annunciato; a meno che non abbiate creduto invano" (1Co. 15:1,2).