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Come interpretare la Bibbia

Il valore unico della Bibbia è dimostrato dal fatto che essa continua a essere il libro più diffuso e anche quello tradotto in più lingue di qualsiasi altro libro. Eppure oggi, in Europa, la Bibbia incide poco nelle scelte della stragrande maggioranza delle persone. Nelle chiese, perfino in quelle evangeliche, si corre il rischio di riservare alla Bibbia un ruolo quasi accessorio e, tutto sommato, liturgico. Talvolta contano di più il proprio sentimento e le tradizioni del movimento o denominazione a cui si appartiene.

Questa tendenza non è nuova. È noto che i Riformatori riportarono la Bibbia, intesa come Parola di Dio, al centro della vita ecclesiale.

Però, nei secoli successivi, nacque una rigida dogmatica protestante, di fronte alla quale la Bibbia conservò la sola funzione pratica di conferma di ciò che la chiesa proponeva come verità.

La tendenza di dare alla Bibbia un ruolo secondario nella vita della chiesa dipende in parte dalle difficoltà oggettive di comprenderla. Il mondo in cui si vive oggi è molto distante da quello in cui si è concretizzata la rivelazione speciale. I quasi duemila anni trascorsi da quando veniva scritto l'ultimo libro che sarebbe stato raccolto nel canone biblico hanno registrato molti cambiamenti. Oltre al distacco temporale e alla distanza linguistica, geografica e culturale che separa l'uomo moderno dal mondo della Bibbia, c'è anche il problema che la cultura europea ha scelto di chiamare «classico» la tradizione greco-romana e non quella ebraica che ne è nettamente anteriore. Così, nonostante il valore ampiamente riconosciuto della Bibbia, molti incontrano difficoltà quando si mettono a leggerla. Queste difficoltà aumentano nel momento in cui cercano di dare un significato a quello che hanno letto.

Il testo di Alfred Kuen è un agile strumento che aiuta il lettore a superare queste difficoltà. Si tratta di un contributo di tutto rispetto al filone di studi sull'ermeneutica che ebbe inizio nel 1950 con la pubblicazione del volume Protestant Biblical Interpretation, di Bernard Ramm. Alcuni pregi dell'opera di Kuen sono: la grande sensibilità dell'autore verso il testo biblico, una felice combinazione di rigore ed equilibrio nella trattazione di questioni riguardo alle quali ogni opinione deve rimanere provvisoria, la sua praticità (esempi efficaci rendono luminosi i concetti insegnati e, al tempo stesso, costituiscono motivi di arricchimento) e uno stile coinvolgente.

Va segnalata la particolare attenzione data da Kuen al fatto che la Parola di Dio sia scritta in parole umane. Ciò viene evidenziato nella lunga sezione dedicata all'esame delle «regole relative ai diversi generi letterari» (pp. 187-345). Questa sezione è preceduta da due altre in cui l'autore tratta le regole generali dell'ermeneutica e le regole specifiche della Bibbia. Sono sicuro, quindi, che quanti leggeranno questo libro ne trarranno grande profitto, e lo metteranno senza dubbio fra quei libri di cui è difficile fare a meno.

Rinaldo Diprose.