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L’ira di Dio si rivela dal cielo contro ogni empietà degli uomini

Il titolo della sezione del capitolo uno della Lettera ai Romani 1:18ss: I peccati dei pagani fu aggiunto dopo l'invenzione della stampa a caratteri mobili nel medioevo. Se da un lato facilita la ricerca di un passo nella Bibbia, dall'altro lato rende il testo frammentario col serio pericolo di distorcere la Parola di Dio. 

Dunque, il titolo “I peccati dei pagani”, non ha niente a che vedere con la rivelazione divina (si veda Ga. 1:11,12,15,16) dichiarata dall’apostolo Paolo: “L'ira di Dio si rivela dal cielo contro ogni empietà e ingiustizia degli uomini”. L’ammonimento è rivolto a tutti gli uomini senza distinzione: “…tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio” (Ro. 3:22,23).

 La “gloria di Dio” include l’idea dell’assoluta perfezione di Dio. Il peccato è dunque, qualunque cosa differisca da questo sublime modello. E sotto questo punto di vista, tutti gli uomini sono colpevole (Gv. 8:7). Solo di Cristo è scritto: “Egli non commise peccato e nella sua bocca non si è trovato inganno”. “Una voce … dai cieli” aggiunge: «Tu sei il mio diletto Figlio; in te mi sono compiaciuto» (1Pi. 2:22; Mr. 1:11).

Gli uomini di Dio che vissero nell’antichità, centinaia di anni prima di Cristo, avevano molto chiaro questo concetto. Il “grande” re Salomone, forse l’uomo più sapiente che sia mai esistito, scrisse: “Certo, non v’è sulla terra alcun uomo giusto che faccia il bene e non pecchi mai” (Ec. 7:20).

Molti secoli prima di lui, un uomo saggio, amico di Giobbe, disse in un suo discorso: “Può il mortale essere giusto davanti a Dio? Può l'uomo essere puro davanti al suo Creatore?” (Gb. 4:17).

Anche il grande profeta di Israele Isaia, scrisse nel suo libro: “Tutti quanti siamo diventati come l’uomo impuro, e tutta la nostra giustizia come un abito lordato... Le nostre iniquità ci portano via come il vento…” (Is. 64:6,7). 

Paolo, l’inviato del nostro Signore Gesù Cristo (Ro. 1:1-4; 1Co. 1:17; Ga. 1:15,16) dichiara: "L'ira di Dio si rivela dal cielo contro ogni empietà e ingiustizia degli uomini che soffocano la verità con l'ingiustizia; poiché quel che si può conoscere di Dio è manifesto in loro, avendolo Dio manifestato loro; infatti le sue qualità invisibili, la sua eterna potenza e divinità, si vedono chiaramente fin dalla creazione del mondo essendo percepite per mezzo delle opere sue; perciò essi sono inescusabili, perché, pur avendo conosciuto Dio, non l'hanno glorificato come Dio, né l'hanno ringraziato; ma si sono dati a vani ragionamenti e il loro cuore privo d'intelligenza si è ottenebrato. Benché si dichiarino sapienti, sono diventati stolti, e hanno mutato la gloria del Dio incorruttibile in immagini simili a quelle dell'uomo corruttibile, di uccelli, di quadrupedi e di rettili.

Per questo Dio li ha abbandonati all'impurità, secondo i desideri dei loro cuori, in modo da disonorare fra di loro i loro corpi; essi, che hanno mutato la verità di Dio in menzogna e hanno adorato e servito la creatura invece del Creatore, che è benedetto in eterno. Amen” (Ro. 1:18-25).

Il Profeta Isaia, molti secoli prima denuncia la stessa idolatria degli uomini: "A chi vorreste assomigliare Dio? Con quale immagine lo rappresentereste? Un artista fonde l'idolo, l'orafo lo ricopre d'oro ... " (Is. 40:18,19ss). "Che perversità è la vostra! Il vasaio sarà forse considerato al pari dell'argilla (Is. 29:15,16). L'apostolo Paolo è dello stesso avviso del Profeta "...pur avendo conosciuto Dio, non l'hanno glorificato come Dio, né l'hanno ringraziato; ma si sono dati a vani ragionamenti e il loro cuore privo d'intelligenza si è ottenebrato. Benché si dichiarino sapienti, sono diventati stolti, e hanno mutato la gloria del Dio incorruttibile in immagini simili a quelle dell'uomo corruttibile, di uccelli, di quadrupedi e di rettili” (vv. 21-23). 

La corrotta mente umana, da sempre ha cercato di modellarsi un "dio" che all'occorrenza risponda con la sua potenza alle esigenze degli uomini, per poi starsene tranquillo al suo posto, in attesa del prossimo intervento.

Paolo descrive in modo magistrale l'umanità corrotta di mente e di cuore, che osa definire l'Iddio Infinito, Onnipotente, Creatore dell'Universo e tutto ciò che è in esso è contenuto, in una triade delle religioni misteriche pagane. Definire l'Iddio Infinito, Onnipotente, Creatore dell'Universo in una triade delle religioni misteriche pagane, è un pensiero ideologico, perverso e diabolico.

Il più grave peccato che l'umanità possa commettere è quello di insegnare menzogne nel nome di Cristo. La dottrina della Trinità non è di origini apostolica, non aggiunge nulla all'Opera di Dio compiuta in Cristo Gesù. Scrive l'Apostolo: "Poiché vi ho prima di tutto trasmesso, come l'ho ricevuto anch'io, che Cristo morì per i nostri peccati, secondo le Scritture" (1Co. 15:1-4; cfr. Ga. 4:4,5; Gv. 3:16). La Trinità affonda le sue radici nelle dispute teologiche-filosofiche che hanno allertato l'imperatore Pagano Costantino I, il cui pensiero era la stabilità del suo impero. Egli ha convocato il concilio di Nicea del 325, finanziato e presieduto in qualità di Pontifex Maximus per conciliare le dispute teologiche ariane intorno alla Persona di Cristo.

Immagine di un concilio ecumenico Le decisioni del concilio si svolsero secondo le esigenze dell'imperatore che, mirava esclusivamente alla stabilità del suo impero. Il concilio, nellasperanza di conciliare le divergenze, aggiunge all'eresia ariana, un'altra colossale eresia che ha originato la dottrina della trinità di Dio

Nella Bibbia non c'è un solo verso che insegna che Dio salva il peccatore in sinergia col Figlio e lo Spirito Santo. La Parola di Dio insegna che Dio salva chi crede nella Sua Opera compiuta in Gesù Cristo risuscitandolo da morti (1Co. 15:12-17), viene sigillato col il Suo Santo Spirito (Ef. 1:13,14) e accolto nella Sua famiglia (2:19-22).

Dio dona la Sua salvezza mediante la fede in Cristo Gesù (Ef. 2:8,9), non a chi crede che Dio è unico ma in tre persone: Dio Padre, Dio Gesù Cristo e Dio Spirito Santo. Una tale concezione provenire dalle ideologie diaboliche (cfr. Ge. 3:1-5).

Dunque, la dottrina della "Trinità" è concezione politica-pagana. Non ha nulla a che vedere con l'insegnamento dell'apostolo Paolo che dichiara: "Ma Dio che m'aveva prescelto fin dal seno di mia madre e mi ha chiamato mediante la sua grazia, si compiacque di rivelare in me il Figlio suo perché io lo annunciassi fra gli stranieri" (Ga. 1:15,16).   

Riportiamo dei link che descrivono come è stata concepita la dottrina della trinità al concilio di Nicea del 325 e imposta con il mezzo coercitivo nel concilio di Costantinopoli del 381, dagli imperatori romani-Pagani. L'Iddio Onnipotente che ha Creato l'Universo, è raffigurato coll'immagine di tre uomini corruttibile. Il Dio "trinitario" Gesù Cristo è raffigurato in un montone con la testa di uomo. Il Dio "trinitario" Spirito Santo è raffigurato colomba: immagini di uomini corruttibile, di uccelli e quadrupedi, come dichiara l'apostolo Paolo in Romani 1:23.

Sono fatti documentati dalla storia del cristianesimo da coloro che seguono la tradizione dei loro "padri", uomini con la mente corrotta e ottenebrata che, hanno osato imporla con la loro tracotanza; anziché attenersi alla Parola di Dio rivelata.

Purtroppo, l'ignoranza della storia del cristianesimo ai nostri tempi è più diffusa dell'ignoranza biblica dei tempi prima della Riforma. Molte persone che credono sinceramente, non sanno che la loro fede dipende più dalla filosofia neoplatonica Greca che dalla Parola di Dio. Nel primo secolo Dio è ancora Uno; nel III e IV secolo Dio è fatto diventare due "dii": Dio Padre e Dio Gesù Cristo; poi Dio è fatto diventare tre "dii": Dio Padre;   

Ancora oggi molti dei cosiddetti "ministri di culto", insistono che per essere dei veri cristiani, far parte di una Comunità, ricevere incarichi di collaborazione bisogna credere alla Trinità di Dio. Come si possa comprendere una dottrina che non è biblica, ma solo ammissione di uomini con la mente ottenebra e corrotta? L'apostolo Paolo non conosceva la "Trinità" , egli annunciava il Vangelo di Dio, ovvero Cristo crocifisso (cfr. 1Co. 15:1-4), le persone credevano al Messaggio e si convertivano al Signore, Paolo fondava e organizzava delle Chiese insegnando la fede in Cristo: "In lui voi pure, dopo aver ascoltato la parola della verità, il vangelo della vostra salvezza, e avendo creduto in lui, avete ricevuto il sigillo dello Spirito Santo che era stato promesso, il quale è pegno della nostra eredità fino alla piena redenzione di quelli che Dio si è acquistati a lode della sua gloria...è per grazia che siete stati salvati, mediante la fede; e ciò non viene da voi; è il dono di Dio" (Ef. 1:13,14; 2:8).

Geremia, Tu di' loro: "Così parla il SIGNORE: Se uno cade non si rialza forse? Se uno si svia, non torna egli indietro? Perché dunque questo popolo di Gerusalemme si svia di uno sviamento perenne? Essi persistono nella malafede e rifiutano di convertirsi" (Gr. 8:4,5). 

In Deuteronomio leggiamo: "Siccome non vedeste nessuna figura il giorno che il SIGNORE vi parlò in Oreb dal fuoco, badate bene a voi stessi, affinché non vi corrompiate e non vi facciate qualche scultura, la rappresentazione di qualche idolo, la figura di un uomo o di una donna, la figura di uno degli animali della terra, la figura di un uccello che vola nei cieli..." (De. 4:15-20).

Se i figli di Dio ritornano al Vangelo annunciato dagli Apostoli di Gesù Cristo, riconosceranno che la dottrina della "Trinità", non ha niente che vedere col Vangelo di Dio, nè con la salvezza, nè con la sana dottrina, nè con qualsiasi altra cosa riguardante l'Opera di Dio compiuta in Cristo Gesù, ma è solo questione filosofica-politica, concepita dai "cosiddetti padri della chiesa imbevuti dalla filosofia neoplatonica.