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Canone

Canone, letteralmente canna, indi canna da misurare. Denota la raccolta dei libri dell'A. e del N. Patto, i quali compongono l'originaria e autoritativa regola scritta di fede e di vita per la Chiesa Cristiana.

Canone Antico Patto.

Il Canone dell'Antico Patto è composto da 39 Libri scritti in un periodo che va dal 1500-1300 a. C. fino al 400 a. C. circa. La nostra Bibbia è opera di molte generazioni. Mosè mise il libro della legge allato all'arca, De. 31:26. Questo libro il quale non conteneva solo precetti diretti, Es. 24:7, ma anche esortazioni generali, De. 28:61 e racconti storici, Es. 17:14, fu accresciuto dalle memorie di Giosuè, Gs. 24:26, è probabilmente, da altri scrittori, 1S. 10:25. In tempi susseguenti vennero fatte raccolte di salmi e di proverbi. I profeti posteriori, specialmente Geremia, conoscevano bene gli scritti dei loro predecessori. Ma, sebbene libro fosse aggiunto a libro, non venne compilata una raccolta che tutti li contenesse sin dopo la Cattività. Secondo la tradizione giudaica, la formazione del canone dell'A. P., quale ora esiste, è dovuta a Esdra e agli uomini della "grande sinagoga".

La divisione dell'Antico Patto in tre parti: la LEGGE, i PROFETI e gli AGIOGRAFI -cioè i rimanenti scritti sacri -, non fu arbitraria e accidentale, ma vi si riflette il vero ordine storico della loro composizione. La LEGGE è la fondazione dello Stato Giudaico. I PROFETI ricordano le lotte dei Giudei contro nemici interni ed esterni, e del pari, la Rivelazione della Mente divina riguardo ad essi e ai loro vicini; gli AGIOGRAFI contengono notizie addizionali, e soprattutto, gli sfoghi del cuore della nazione e l'espressione della sua sapienza. Secondo Giuseppe Flavio v'erano nel Canone dell'A. P. 22 libri, numero corrispondente alle 22 lettere dell'alfabeto ebraico. Ma, a ritenere questo numero, conveniva unire insieme vari libri che noi, a ragione, separiamo. Così i due libri di Samuele, i due dei Re, i due delle Cronache erano uniti a due a due e formavano tre libri. Un sol libro erano i Giudici e Ruth, un solo Esdra e Nehemia, un solo Geremia e le Lamentazioni.

Da ultimo, i dodici profeti minori non formavano che un unico libro.

Benché vi siano altri cataloghi con leggere varianti, pure v'è abbondante testimonianza a provare che i Giudei avevano un numero determinato e costante di scritti cui attribuivano un carattere divino e rendevano speciale tributo di rispetto e venerazione. Questo catalogo, non Include gli Apocrifi dei Settanta, i quali, perciò, sono stati esclusi dalla Bibbia Protestante benché si trovino spesso inseriti fra i due Patti.

Possiamo adunque dire, che l'A. P., come lo abbiamo oggi, fu ordinato poco tempo dopo la cattività, e che il presente numero e ordine dei libri, non ne pregiudicano l'antichità, poiché nulla è stato omesso di quanto aveva diritto di essere nel Canone e nei singoli libri, e nessuna materia estranea vi è stata aggiunta.

Il Canone, quale lo possediamo, esisteva ai tempi di Cristo, come appare evidente dai passi citati da Lui e dai suoi discepoli. Vi sono, nel N. P., 275 citazioni dell'A. P., ma, se si eccettuano le parole di Enoc nella Lettera di Giuda, tutte provengono dai libri canonici. Possiamo adunque restare sicuri che il nostro Canone è suggellato dalla autorità più grande che immaginare si possa. Da notarsi, è però, che per lo più sono citati i Settanta anche laddove differiscono dall'Ebraico. Gli Apostoli non erano schiavi della lettera; ma usavano le Scritture nella libertà dello Spirito. 

Canone Nuovo Patto

Il Canone del nuovo Patto è composto da 27 Libri. Di fronti a questo Canone di 27 Libri, a ogni credente che legge il nuovo Patto sorgono delle domande spontanee:

1) Questi Libri trasmettono fedelmente il testo originale? Il testo originale veniva trasmesso mediante copiatura a mano, da copisti di professione (amanuensi), di diversa cultura, di diversi luoghi, di diversa concezione teologica ecc. Non è da escludere la probabile influenza che ha indotto alcuni copisti a correggere il testo originale, anche una sola parola o frase, ma che cambia il senso originale.

2) Hanno subito nel tempo alterazioni, modifiche, correzioni da coloro che selezionarono questi Libri? Certamente sì. Innanzi tutto i Testi originali furono scritti tutti in un greco popolare, poi furono tradotti in latino, poi tradotti e aggiornati nella nostra attuale lingua. Molte parole hanno cambiato il significato del greco originale, altre non trovano corrispondenza con la nostra lingua, altre ancora cambiano significato nella stessa lingua.

3) Chi è stato o chi furono a stabilire che questi Libri dovevano essere i soli a essere inclusi nella Bibbia e no altri? Furono i cosiddetti “padri della chiesa”, dopo lunghe dispute teologiche durate circa 300-400 anni. Furono i cosiddetti “padri della chiesa”, con la loro “tradizione” a stravolgere il Vangelo di Cristo, aggiungendo e togliendo, tipo “copia e incolla”.

4) Con quale criterio furono selezionati i Libri che formano il Canone del Nuovo Patto”? Fu il criterio dei potenti “padri della chiesa”, in un processo di disputa teologica del potere iniziato intorno al secondo secolo e protrattosi per non meno di altri tre secoli. Alla fine il Canone non poteva essere altro che un accordo ecumenico che faceva tutti “felici” su alcuni Libri.

5) Tutti i Libri sono ispirazione e rivelazione divina? Secondo l’esordio di Luca nel sua Vangelo no! Non si può però, rispondere con un sì o con un no. Tuttavia possiamo affermare che non è un Libro che convalida il Vangelo d’annunciare. È il Vangelo annunciato che convalida un Libro.

6) Il Messaggio è quello originale annunciato dagli Apostoli? Ai nostri tempi purtroppo non più, molti che si identificano “cristiani” non annuncia più Cristo venuto nel mondo per salvare i peccatori, ma Cristo più qualche dottrina d’aggiungere all’Opera compiuta da Cristo.

La trasmissione dei testi originali

Secondo la data riportata dagli studiosi dei Libri del nuovo Patto, i primi Libri scritti e inseriti nel Canone furono tutte le Lettere dell’Apostolo Paolo, redatte tra il 48-59 e il 64-66. Tutto il nuovo Patto fu scritto in un greco popolare, poi tradotto in latino e successivamente in Italiano, che come sappiamo molte parole cambiano il significato nel tempo.

In quell’epoca, la trasmissione di uno scritto avveniva mediante copiatura a mano. Il testo scritto dall'autore veniva ripetutamente copiato a mano, di solito da copisti di professione o amanuensi. Le prime copie del libro venivano a loro volta copiate ulteriormente e così via. Questo è avvenuto anche nel caso dei vari Libri della Bibbia, di cui ora esistono solo copie di copie, fatte in varie epoche e in luoghi diversi, da persone di cultura diversa, ma in linea di massima riproducenti tutte lo stesso originale, che è andato perduto, come è avvenuto per tutte le antiche opere letterarie.

Da notare che quando i testi venivano copiati a mano, sono stati fatti degli errori come avviene anche oggi quando si copia a mano o a macchina uno scritto: ripetizioni di parole, inversioni di parole o frasi, omissioni, aggiunte ecc. Né deve stupire il fatto che tali errori siano stati trasmessi da vari copisti che lo facevano per mestiere, di solito copiavano i testi meccanicamente, magari in fretta, oppure quando erano stanchi. Capitava anche che alcuni copisti influenzati dalla loro cultura correggessero i testi che stavano copiando, come si nota da cancellature e aggiunte che si trovano nei manoscritti delle varie copie. Queste correzioni, anche lieve si ritrovano nelle varie Versioni della Bibbia che noi leggiamo oggi.

La storia della formazione e della autoritativa determinazione del Canone del N. P., si può dividere in tre periodi.

1. Sino all'A. D. 170. Paolo chiedeva che le sue Lettere fossero lette in pubblico, e che l'autorità ne fosse riconosciuta (1Te. 5:27; 2Te. 3:6; Cl. 4:16; 1Ti. 4:6. Giovanni ammonisce solennemente che niuno si attenti di aggiungere o togliere una parola al libro dell'Apocalisse (Ap. 22:18,19). Pietro pone, e ciò ha grande importanza, le Lettere di Paolo accanto alle "altre Scritture", 2Pi. 3:16. Nulla è più straordinario che la differenza nella forma e nella sostanza esistente fra il N. P. e gli scritti cristiani dei secoli susseguenti.

Questa differenza è una prova sussidiaria, ma pur convincente, della ispirazione dei primi. Nei Padri Apostolici (A. D. 70 -120) si possono raccogliere prove ch'essi conoscevano la maggior parte degli scritti che compongono il nostro N. P. Il periodo dall'A. D. 120 -170 è stato chiamato l'età degli apologisti.

Questi sforzi, intesi a difendere la fede cristiana, condussero a fare un uso nuovo dei fatti della vita di Cristo, e allora apparve chiaro quanto superiori alle altre narrazioni fossero i quattro Evangeli. Di conseguenza, furono separati dagli altri e fu loro assegnato un posto d'onore e di assoluta autorità. Al chiudersi di questo periodo venne composto in Occidente il Canone così detto di Muratori, mentre, circa allo stesso tempo, compariva la versione Siriaca del N. P. detta "Pescito" e la prima versione Latina detta "Itala".

 2. Dall'A. D. 170 al 303. Westcott, dietro accurata disamina degli scritti patristici di questo periodo, afferma che i 4 Evangeli, gli Atti, 1 Pietro, 1 Giovanni 13 Lettere di Paolo e l'Apocalisse erano ricevute dalla Chiesa, e che la loro autenticità, se ne eccettua l'Apocalisse, non fu mai contestata insino ai tempi moderni. Parlando in generale, possiamo dire che dei così detti libri dubbi del N. P. l'Apocalisse era universalmente ricevuta da tutti gli scrittori cristiani, mentre la Lettera agli Ebrei, ammessa nella Chiesa d'Oriente, non lo era in quella d'Occidente. A giudicare dagli scritti di questo periodo, "le Lettere di Giacomo e di Giuda, come pure

 la seconda e la terza di Giovanni, erano poco usate, mentre la seconda di Pietro era appena conosciuta".

3. Dall'A. D. 303 al 397. Al termine di questo periodo ebbe luogo il terzo Concilio di Cartagine, celebre, perché in esso venne ratificato il presente Canone del N. P. coi suoi 27 libri. Esso rimase sempre immutato. Riguardo al Canone del N. P., tutte le Chiese Protestanti, la Romana e la Greca sono unanimi. Questo libro che è la quinta parte di tutta la Bibbia, contiene la somma sapienza, e continuerà a guidare l'umanità sulla via della salvezza sino alla fine dei tempi.