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I Sette Periodi o Dispensazioni o Patti dei rapporti fra Dio e l'uomo 

La Bibbia contiene la rivelazione di Dio all’umanità, redatta in forma di racconto (cfr. Ro. 15:4; 1Co. 10:1-13), narra la storia dei rapporti fra Dio e l’umanità. La Bibbia non cerca di provare l’Esistenza di Dio, essa afferma: “Nel principio Dio creò i cieli e la terra” (Ge. 1:1).

Il primo Libro della Bibbia è la Genesi, chiamato B'reshith, che è semplicemente la prima parola del testo che è tradotta nella nostra Bibbia con la parola "Nel principio". Questa parola significa "Sorgente", “Inizio", “Origine".

Nella Bibbia leggiamo che Dio era già nel principio -non importa quando possiamo andare indietro con il pensiero-, vi leggiamo tutto il creato dell'Universo materiale, la razza umana (si veda Ge. 1:26ss; 2:7ss) e il peccato dell'uomo (leggi il capitolo 3). Il Libro della Genesi dimostra la necessità della salvezza. La Bibbia non dà una storia dettagliata e completa della creazione dell'universo, e neppure della razza umana, essa si preoccupa di narrare il modo in cui Dio abbia mandato a effetto il Suo piano per la salvezza dell'uomo peccatore e ricondurlo a Sé per mezzo del sacrificio del nostro Signore Gesù Cristo (si veda Cl. 1:13-23).

Nei primi 11 capitoli della Genesi vi leggiamo l’Opera di Dio nel Creare tutto l’Universo e la razza umana. Secondo gli studiosi questi capitoli si possono dividere in vari Periodi o Dispensazioni o Patti, che narrano la storia dell’uomo, dalla sua creazione fino a quando apparirà la Nuova Gerusalemme, verso cui tende tutta la storia dell'umanità (Ap. 21).

Cominciamo col seguire sinteticamente lo schema delle Dispensazioni o Periodi suggerito dal Dr. C.I. Scofield. La Parola di Dio ci dice: “…ricordatevi che un tempo voi, stranieri di nascita, chiamati incirconcisi da quelli che si dicono circoncisi, perché tali sono nella carne per mano d'uomo, voi, dico, ricordatevi che in quel tempo eravate senza Cristo, esclusi dalla cittadinanza d'Israele ed estranei ai patti della promessa, senza speranza e senza Dio nel mondo. Ma ora in Cristo Gesù...” (Ef. 2:11-13).

 Il periodo o Patto dell'innocenza

Questo periodo va dalla creazione dell'uomo fino alla disubbidienza della prima coppia o nucleo familiare, Adamo ed Eva. Con la loro disubbidienza, Adamo ed Eva divennero spiritualmenti morti e furono scacciati dalla presenza di Dio. Adamo fu creato ad immagine di Dio, senza alcuna conoscenza personale del bene e del male e perciò innocente. Egli fu messo, insieme con sua moglie, in un ambiente perfetto con la responsabilità precisa di governare e sottoporsi la terra restando alle dipendenze di Dio, e di continuare la creazione di Dio popolando la terra.

Il periodo dell'innocenza finì con la prima caduta dell'uomo e i risultati di tale caduta furono disastrosi. Fu un periodo iniziato con la grazia e la benevolenza di Dio e che fini con il suo giudizio. “Così Egli scacciò l'uomo” (vedi Genesi 1:26; 2:16,17; 3:6,22-24).

Il periodo o Patto della coscienza

Con la loro disobbedienza, Adamo ed Eva acquistarono e trasmisero ai loro discendenti la conoscenza del bene e del male. Questo diede alla coscienza una base per prendere delle giuste decisioni morali. Perciò, l'umanità divenne responsabile dell'uso della propria coscienza: fare il bene ed evitare il male.

Questo periodo, o dispensazione, cominciò con la caduta dell'uomo e finì con il diluvio universale, ed è caratterizzato dalla mancanza di leggi o governi riconosciuti. Dio mise fine a questo secondo periodo di prova dell'uomo con un altro giudizio: il diluvio universale (vedi Genesi 3:7,22; 6:5,11,12; 7:11,12,23).

Il periodo o Patto del governo umano

Dio agì per grazia, salvando otto persone, Noè e la sua famiglia dal giudizio del diluvio. A costoro egli donò un fondamento di legge e di governo (vedo Ge. 9:5,6) e affidò la terra purificata dagli uomini corrotti e il diritto e la responsabilità di governarla in modo da eliminare altre ingiustizie che avrebbero potuto offendere Dio.

Ma questo periodo ebbe fine quando, nella pianura di Scinear, l'umanità si ribellò a Dio e alla sua volontà, nel tentativo di rendersi indipendente da Dio con la costruzione di una grande torre. Perciò anche questo periodo di prova si concluse con il giudizio di Dio: la confusione delle lingue che costrinse gli uomini ad abbandonare il loro progetto e disperdersi su tutta la faccia della terra (vedi Genesi 9:1,2; 11:1-9).

Il periodo o Patto della promessa

Fra i discendenti dispersi dei costruttori della torre di Babele, Dio chiamò Abrahamo, col quale stipulò un Patto di benedizione. Inizia così un nuovo periodo in cui Dio agisce, creandosi un popolo speciale al quale fa delle promesse. Alcune di queste erano dettate dalla sua grazia e assolutamente incondizionate, come la promessa di un Messia. Altre promesse, invece, erano condizionate dall'ubbidienza del popolo di Dio, gli Israeliti. Ognuna di queste ultime condizioni è stata violata e la dispensazione della promessa si chiuse con il giudizio di Dio: la prigionia in Egitto dei discendenti di Abrahamo.

Il periodo o Patto della legge.

Anche la promessa termina con il giudizio di Dio: il popolo si ritrova schiavo in Egitto. Dio interviene suscitando Mosè per guidare il popolo fuori d'Egitto. Durante il viaggio di ritorno verso la terra promessa, Dio propone al popolo un Patto su leggi da ubbidire (cfr. De. 11:26-28), il popolo concordemente disse: «Noi faremo tutto quello che il SIGNORE ha detto” (Es. 19:8). Inizia così il periodo della legge, e la storia di Israele che continua fino a quando Dio ha annullato il Primo Patto per stabilirne uno Nuovo Patto (Gr. 31:31-33; cfr. Eb. 8).

Il periodo della grazia

"Ma ora, in Cristo Gesù, voi che allora eravate lontani siete stati avvicinati mediante il sangue di Cristo. Lui, infatti, è la nostra pace...” (leggi Ef. 2:13-18).

“Dio, dopo aver parlato anticamente molte volte e in molte maniere ai padri per mezzo dei profeti, in questi ultimi giorni ha parlato a noi per mezzo del Figlio, che egli ha costituito erede di tutte le cose, mediante il quale ha pure creato i mondi. Egli, che è splendore della sua gloria e impronta della sua essenza, e che sostiene tutte le cose con la parola della sua potenza, dopo aver fatto la purificazione dei peccati, si è seduto alla destra della Maestà nei luoghi altissimi” (Eb. 1:1-3).

Perciò ricordiamoci, la domanda di Tommasao: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo sapere la via?» Gesù gli disse: “Io sono la Via, la Verità e la Vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me” (Gv. 14:5,6). L'apostolo Paolo è perentorio: "nessuno può porre altro fondamento oltre a quello già posto, cioè Cristo Gesù" (1Co. 3:11). 

La morte espiatoria del nostro Signore Gesù Cristo sulla croce ha introdotto il periodo della grazia pura, cioè Dio ha concesso il favore immeritato all'uomo che crede nell'Opera di Dio compiuta in Cristo Gesù (Ef. 2:8,9). Dunque, al presente Dio non parla più ai Suoi figli per mezzo di Leggi o discorsi Profetici, ma attraverso Lettere affettuose, scritte a degli amici in uno spirito d'intimità. Tutta la differenza fra il regime della Legge e quello della Grazia si concretizza nel genere «Lettera»; esso ci apporta l'ultima Parola della rivelazione della nuova Alleanza, principalmente affidata all’apostolo Paolo che dichiara:

“Ma Dio che m'aveva prescelto fin dal seno di mia madre e mi ha chiamato mediante la sua grazia, si compiacque di rivelare in me il Figlio suo perché io lo annunciassi fra gli stranieri…A me, dico, che sono il minimo fra tutti i santi, è stata data questa grazia di annunciare agli stranieri le insondabili ricchezze di Cristo…Egli ha rivelato nei tempi stabiliti la sua parola mediante la predicazione che è stata affidata a me per ordine di Dio, nostro Salvatore” (Ga. 1:15,16; Ef. 3:8; Tt. 1:3;).

In tutte le sue Lettere Paolo fa sempre riferimento al Suo ministero: "Paolo, servo di Gesù Cristo, ... Apostolo" (Ro. 1:1); "Paolo chiamato Apostolo" (1Co. 1:1); "Paolo Apostolo di Gesù Cristo" (2Co. 1:1) ecc. Paolo scrisse tredici Lettere, di cui nove alle varie Chiese per l’edificazione de Corpo di Cristo (cfr. Ef. 4:11-16) e che contengono:

Romani, Efesini, 1 e 2 Tessalonicesi: Dottrina e istruzione; 1 e 2 Corinzi e Filippesi: Rimprovero per peccati nella vita pratica; Galati e Colossesi: Correzione per errori dottrinali; altresì dichiara: “Secondo la grazia di Dio che mi è stata data, come esperto architetto, ho posto il fondamento; un altro vi costruisce sopra. Ma ciascuno badi a come vi costruisce sopra; poiché nessuno può porre altro fondamento oltre a quello già posto, cioè Cristo Gesù” (1Co. 3:10,11).

Il periodo del Regno di Cristo sulla terra

Dopo i giudizi che serviranno a purificare la terra e il ritorno del Signore glorificato, inizierà il regno terreno del nostro Signore Gesù Cristo. E' sempre l'Apostolo Paolo nelle sue Lettere che, ci parla del ritorno del nostro Signore Gesù Cristo e della Sua Opra sulla terra.