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La religione è lo sforzo personale

Ci sono dei pagani che adorano un dio che loro stessi hanno intagliato in un pezzo di legno.

Credono fermamente che quella divinità li possa aiutare e così le offrono dei grossi sacrifici. Talvolta sacrificano persino i propri figli a quel dio che loro stessi hanno fatto. Altri adorano un idolo di pietra. Possiamo leggere di popoli che pregano per ore perché pensano di poter così tranquillizzare la propria coscienza.

Donne induiste trasportano i propri morti per centinaia di chilometri fino al fiume Gange, per poterli seppellire lì. Perché lo fanno? Potrebbero seppellirli anche accanto a casa. Quelle donne affrontano tante fatiche, perché altrimenti si sentirebbero in colpa. Rispettano tanti riti per calmare la coscienza.

Alcune donne, in occasione delle loro feste pagane, buttano i propri figli davanti ai carri su cui vengono portati in processione i loro idoli. Quando poi le ruote passano sopra quei bambini, il sangue schizza e i piccoli vengono schiacciati, quelle donne vanno in estasi. Per esse ciò rappresenta il momento culminante della loro vita. Hanno sacrificato ciò che avevano di più caro al mondo e pensano che a quel punto dio sia stato soddisfatto! Sono delle pratiche raccapriccianti, che sono state loro tramandate dagli antenati e che quindi vengono praticate allo stesso modo ancora oggi. Se non lo facessero, avrebbero la coscienza sporca. Un missionario che aveva lavorato fra gli indigeni, giunse in un villaggio proprio durante una festa. La gente ballava e cantava, c’era una grande esaltazione. Quando si avvicinò di più, per vedere cosa stesse accadendo, vide che stavano sacrificando un bambino.

In quel villaggio era scoppiata un’epidemia. Gli abitanti si erano rivolti allo stregone chiedendogli cosa dovevano fare per placare l’ira degli dei. Lo stregone aveva interrogato gli idoli e la risposta ottenuta non fu certo da parte di Dio, bensì da parte di Satana. Egli infatti ordinò che venisse sacrificato l’ultimo nato del villaggio. In poco tempo si stabilì quale fosse il bambino richiesto e i genitori portarono il loro figlio allo stregone. Questi fece soffocare molto lentamente quel neonato con della sabbia finissima. Mentre il bambino moriva in quel modo atroce, il villaggio gioiva. Gli abitanti erano certi che l’ira degli dei era stata placata e che da quel momento le cose sarebbero andate bene.

Abbiamo parlato di cerimonie drammatiche, che ci portano ad essere riconoscenti di essere nati in Italia, in Germania o in un altro paese in cui tali orrori non hanno più luogo. Perché questo tipo di sacrifici è stato abolito? Anche i nostri antenati avevano delle pratiche simili! Il motivo sta nel fatto che molti secoli fa i nostri paesi vennero toccati dal messaggio dell’evangelo. Ovunque l’evangelo si sia diffuso, tali pratiche atroci furono eliminate. Nell’Evangelo non ci viene detto che dobbiamo sacrificare i nostri figli, ma che Dio ha sacrificato il proprio Figlio per la nostra salvezza!