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La fede

"È per grazia che siete stati salvati, mediante la fede; e ciò non viene da voi, è il dono di Dio" (Ef. 2:8,9). Se la grazia è la mano che dona, la fede è quella che riceve.

Quando queste due mani si incontrano, la salvezza è ottenuta. È ottenuta come un dono di Dio per il quale il peccatore salvato non può far altro che lodarlo e ringraziarlo. Molte domande sono state poste riguardo alla fede. Se ne possono dare varie definizioni, ma solo la Parola di Dio può fornire delle risposte soddisfacenti. Cerchiamo dunque in essa la vera risposta riguardo alla fede. Premettiamo che la fede non ha nulla a che vedere con l'essere creduloni e che non è nemmeno una potenza che ci permetterebbe di far agire Dio secondo la nostra volontà.

Qual è dunque la definizione della fede secondo le Scritture? Il versetto che ne esprime il concetto in modo più conciso forse è questo: "Chi ha ricevuto la sua testimonianza (cioè la testimonianza di Gesù) ha suggellato che Dio e verace" (Gv. 3:33). Un altro versetto sovente citato per dare una definizione della fede e: "La fede e la certezza delle cose che si sperano, dimostrazione (o, secondo una traduzione più letterale, convinzione) delle cose che non si vedono" (Eb. 11:1). Qui e messa in evidenza la fiducia nelle promesse di Dio, promesse il cui compimento non e ancora visibile. Quando la Parola di Dio dichiara una cosa, siamo tenuti a considerarla vera. La nostra capacita e limitata, per cui non possiamo capire tutto; se pero crediamo, un giorno capiremo. Quest'ultimo pensiero ci porta a considerare la contrapposizione che spesso si fa fra l'intelligenza e la fede.

Interpretando in modo distorto la frase di Gesù: "Io ti rendo lode, o Padre, ... perché hai nascoste queste cose ai savi e agl'intelligenti e le hai rivelate ai piccoli fanciulli" (Mt. 11:25-27), si dice che bisognerebbe far tacere la propria intelligenza per poter accettare la Parola di Dio. Ma non e del tutto vero. La Parola si rivolge non solo al nostro cuore ma anche alla nostra mente; infatti ci dice: "Ascoltatemi tutti, ed intendete" (Mr. 7:14). Agire come un "piccolo fanciullo" significa dare piena fiducia a chi ci parla, ricevere ciò che ci dà. Invece, chi fa dei ragionamenti basati sulla pretesa di sapere e poter capire, si pone al di sopra di Dio stesso, dunque al di fuori della sfera della sua grazia. Il discepolo Pietro poteva dire a Gesù: "Noi abbiamo creduto ed abbiamo conosciuto che tu sei il santo di Dio" (Gv. 6:69). E ancora e scritto: "Per fede intendiamo..." (Eb. 11:3).

Cosi dunque la fede, anziché essere credulità, e proprio ciò che l'uomo, creatura intelligente, manifesta riguardo al suo Creatore. Come la recettività una prova d'intelligenza da parte di un allievo, così lo è anche la fede da parte dell'uomo. L'allievo impegnato ascolta e riceve le lezioni del suo professore, allo stesso modo chi crede a Dio impara a conoscere ciò che il divino Maestro gli insegna.