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Ecclesiaste

(Kohelet) o (come significa il nome) IL PREDICATORE. Libro scritto da Salomone verso il termine della sua carriera splendida e ricca d'avvenimenti qual re d'Israele;

o da uno scrittore posteriore che scrive sotto il nome di Salomone e ci dà la lezione pratica tratta dalla sua triste esperienza.

L'Ecclesiaste corrisponde alla vecchiaia di Salomone come il Cantico corrisponde alla sua giovinezza e il libro dei Proverbi all'età sua matura.

"La vita umana appare ad Ecclesiaste, o predicatore come un vano sforzo disperato per afferrare la felicità, che mai non si raggiunge; Vanità di vanità tutto è vanità.

Che cosa avanza all'uomo di tutto il suo affaticarsi quaggiù?" (1:2,3); e non si stanca di ripetere: "mirai tutte le cose che sono sotto il sole, ed ecco tutto vanità ed affanno" (1:14). Ecclesiaste si accora per le ingiustizie sociali: "altra cosa ho notato sotto il sole: al posto del diritto l'ingiustizia e al posto della giustizia l'iniquità" (3:16). "Mi rivolsi a considerare tutte le oppressioni che si commettono sotto il sole, ed ecco piangere gli oppressi, e nessuno che li consoli (4:1). L'onestà, la virtù non esime da tali tribolazioni: "Tutto ho veduto nei miei giorni fugaci; tal giusto muore con tutta la sua giustizia e tal empio con tutte le sue iniquità campa a lungo (7:15).

Però Ecclesiaste non dispera. Anzi egli chiude il suo libro con questa sentenza: "Temi Iddio e osserva i suoi comandamenti, perché qui sta tutto l'uomo; ogni azione Iddio citerà a giudizio, anche la più occulta, sia buona, sia rea" (12:13).

"Nella vita umana Ecclesiaste vede soprattutto le ombre, e il suo libro è pervaso di malinconia. Ma è una malinconia soave, mossa principalmente da una profonda compassione per le umane sofferenze che rende quelle pagine piene di simpatia. Ci vibra non un'anima accasciata, come nel genuino pessimismo, ma una tranquilla e maschia rassegnazione non senza una vigoria di spirito" (Vaccari).

Lo scopo dell'autore è, 1° di mostrare la follia di far di questo mondo, dei suoi piaceri, dei suoi affari l'oggetto dell'affetto e della speranza; 2° di mostrare il carattere, l'influenza e i vantaggi d'una vera sapienza o religione.

Lo scrittore guarda dalle vanità che sono sotto al sole alle eterne realtà al disopra di esso, e dalle scene effimere di questa vita al tribunale di Dio, che giudicherà ogni opera, ogni atto segreto, sia buono sia cattivo. Il libro rappresenta lo scetticismo giudaico domato e frenato dal giudaico timore di Dio, e intento a raccogliere lezioni di sapienza dalle follie della vita. Esso è un trattato morale o filosofico in prosa, con divisioni regolari e logiche, ma pieno di poetiche ispirazioni ed anche in parte poetico nella forma, con una corrente ritmica sufficiente a svegliare in chi legge un interesse profondo per i mesti soliloqui dell'autore.