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 Gardatevi dai falsi profeti

I Profeti erano è sono gli organi diretti di Dio per comunicare la Sua volontà agli uomini (De. 18:18,19).

I falsi profeti sono organi diretti di Satana, incline a falsare, alterare, travisare, circonvenire, ingannare, sedurre l’umanità con ogni mezzo, per allontanarla da Dio (Ge. 3:1-6,23; Mt. 24:11; 2Ti. 3:6; 2Pi. 2:1).

Gesù disse ai Suoi discepoli: “Guardatevi dai falsi profeti, li riconoscerete dai loro frutti".

Gesù fa l’analogia tra alberi buoni e cattivi e falsi profeti. Ora, come si riconosce un albero buono che fa frutti buoni, da un albero cattivo che fa frutti cattivi? C’è un solo modo per riconoscerli. Se l’albero è piantato nel “terreno” della Paola di Dio, fa frutti buoni. Se invece l’albero è piantato sul “terreno” di Satana, fa frutti cattivi. E come si posso distinguere i due terreni, dal momento che l’errore è così abile nello imitare la verità che continuamente i due sono scambiati l’uno per l’altro? Anche in questo caso c’è un solo modo per distinguerli. Dio ci ha donato le Scritture, affinché per mezzo delle Scritture possiamo distinguere l’errore, dalla verità.

Nell’ultimo secolo un certo numero di nozioni non scritturali sono penetrati e assorbite negli ambienti cosiddetti “evangelici”, con la pretesa di fare parte della verità che sarebbe stata rivelata negli ultimi giorni. La verità è che le Scritture non ci insegnano che ci saranno nuove rivelazioni e avanzate esperienze spirituali negli ultimi giorni (2Ti. 3:1-9). La tracotanza degli oppositori della Verità, la loro pretesa di avere scoperto e raggiunto delle nuove verità o delle nuove e più moderne comprensioni della verità; per via della loro crescita numerica, per le loro capacità di influenzare i poteri politici e sociali, per l'attrazione eccezionale che esercitano, il vero credente-Evangelico può essere indotto a temere che siano invincibili. Questa apparenza di logica, di cultura, di potere, la dimostrazione di supposti miracoli, invece di provare la loro verità biblica, fanno parte proprio dell'inganno, dell’iniquità dei falsi profeti e falsi apostoli diretti di Satana (2Co. 11:3,13-15; 2Te. 2:5-12; cfr. Sl. 119:53).

Era di questo potere di inganno e di iniquità che Gesù avvertì i suoi discepoli, dicendo:

 “Guardatevi dai falsi profeti i quali vengono verso di voi in vesti da pecore, ma dentro sono lupi rapaci. Li riconoscerete dai loro frutti. Si raccoglie forse uva dalle spine, o fichi dai rovi? Così, ogni albero buono fa frutti buoni, ma l'albero cattivo fa frutti cattivi. Un albero buono non può fare frutti cattivi, né un albero cattivo fare frutti buoni. Ogni albero che non fa buon frutto è tagliato e gettato nel fuoco. Li riconoscerete dunque dai loro frutti” (Mt. 7:15-20).

Ai suoi lettori, passati, presenti e futuri l’Apostolo Paolo fa lo stesso avvertimento: “Guardatevi dai cani, guardatevi dai cattivi operai, guardatevi da quelli che si fanno mutilare” (Fl. 3:2); “Guardate che nessuno faccia di voi sua preda con la filosofia e con vani raggiri secondo la tradizione degli uomini e gli elementi del mondo e non secondo Cristo” (Cl. 2:8; cfr. Gv. 14:9,10; Ro. 6:3-11; 1Co. 1:24,30; Ef. 2:1-18; 1Ti. 6:20,21); anche l’Apostoli Pietro fa lo stesso avvertimento: “Voi dunque, carissimi, sapendo già queste cose, state in guardia per non essere trascinati dall'errore degli scellerati e scadere così dalla vostra fermezza” (2Pi. 3:17), l’Apostolo Giovanni scrisse: “Carissimi, non crediate a ogni spirito, ma provate gli spiriti per sapere se sono da Dio; perché molti falsi profeti sono sorti nel mondo” (1Gv. 4:1) e tutti gli altri Testimoni oculari del Cristo vivente ci avvertono del sottile inganno che si mimetizza tra i santi.

La Parola di Dio da una grande importanza alla dottrina (1Ti. 1:3), non fa mai mistero del fatto che esiste il male e l’errore fin dell’apparizione dell’uomo sulla terra. Le bugie del "padre della menzogna" continuano attraverso i secoli a negare l’amore di Dio (Gv. 3:16), la salvezza eterna per la sola grazia di Dio (Ef. 2:8), aggiungendo o togliendo qualcosa all’Opera di redenzione compiuta da Cristo Gesù.

La Scrittura li chiama: lupi rapaci, cani, cattivi operai, gente che si fa mutilare, scellerati e con altri nomi ancora.

“lupi rapaci” sono simbolo di perfidia, crudeltà, voracità e insieme dell’avida forza, prepotenza nel rapire, di sottrarre ad altri con la forza o con l’inganno; “cani”, per gli Ebrei il cane è un animale impuro, i termini "cane," "testa di cane" e "cane morto" erano usati come termini di disprezzo o umiliazione (1Sa. 24:14; 2Sa. 3:8 9:8; 16:9; 1Re. 22:38). Paolo chiama "cani" i falsi apostoli (Fl. 3:2); sono chiamati "cani" anche le persone a cui è precluso il regno dei Cieli (Ap. 22:15) e i persecutori (Sl. 22:16); “cattivi operai”, nel senso morale, i cattivi operai sono uomini malvagi, perversi, disposti al male; dice Paolo: “Costoro, infatti, non servono il nostro Signore Gesù Cristo, ma il proprio ventre; e con dolce e lusinghiero parlare seducono il cuore dei semplici” (Ro. 16:18); “scellerati”, gli scellerati sono figli di Beliar: “Non vi mettete con gli infedeli sotto un giogo che non è per voi; infatti che rapporto c'è tra la giustizia e l'iniquità? O quale comunione tra la luce e le tenebre? E quale accordo fra Cristo e Beliar? O quale relazione c'è tra il fedele e l'infedele? E che armonia c'è fra il tempio di Dio e gli idoli?” Scrive l’Apostolo (2Co. 6:14-16; cfr. De. 13:13; 1Re. 21:10); quelli che si facevano mutilare erano i giudaizzanti, che di fatto negavano l’Opera completa di redenzione compiuta dal nostro Signore Gesù Cristo e aggiungevano la circoncisione: “Se voi non siete circoncisi secondo il rito di Mosè, non potete essere salvati”.

È proprio questo il punto cruciale della falsità: aggiungere qualcosa di meritorio all’Opera di redenzione compiuta da Cristo Gesù una volta per sempre. Gli organi diretti di Satana presentano le bugie spacciandole per verità, ma di fatto falsificando il Messaggio, negano l’Opera redentiva di Gesù Cristo.

L’obbiettivo di Satana è falsare la Parola di Dio con ogni mezzo. Proprio le macchinazione di Satana espone l’Apostolo Paolo nella Lettera ai Corinzi: “Vorrei che sopportaste da parte mia un po' di follia! Ma, sì, già mi state sopportando! Infatti sono geloso di voi della gelosia di Dio, perché vi ho fidanzati a un unico sposo, per presentarvi come una casta vergine a Cristo (non vi è espressione migliore per definire la fedeltà che si deve al Cristo vivente). Ma temo che, come il serpente sedusse Eva con la sua astuzia, così le vostre menti vengano corrotte e sviate dalla semplicità e dalla purezza nei riguardi di Cristo. Infatti, se uno viene a predicarvi un altro Gesù, diverso da quello che abbiamo predicato noi, o se si tratta di ricevere uno spirito diverso da quello che avete ricevuto, o un vangelo diverso da quello che avete accettato, voi lo sopportate volentieri. Stimo infatti di non essere stato in nulla inferiore a quei sommi apostoli...Com'è vero che la verità di Cristo è in me, questo vanto non mi sarà tolto nelle regioni dell'Acaia. Perché? Forse perché non vi amo? Dio lo sa. Ma quello che faccio lo farò ancora per togliere ogni pretesto a coloro che desiderano un'occasione per mostrarsi uguali a noi in ciò di cui si vantano. Quei tali sono falsi apostoli, operai fraudolenti, che si travestono da apostoli di Cristo. Non c'è da meravigliarsene, perché anche Satana si traveste da angelo di luce. Non è dunque cosa eccezionale se anche i suoi servitori si travestono da servitori di giustizia; la loro fine sarà secondo le loro opere” (2Co. 11:1-15).

“Non chiunque mi dice: Signore, Signore! entrerà nel regno dei cieli, ma chi fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. Molti mi diranno in quel giorno: "Signore, Signore, non abbiamo noi profetizzato in nome tuo e in nome tuo cacciato demòni e fatto in nome tuo molte opere potenti?" Allora dichiarerò loro: "Io non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me, malfattori!" (Mt. 7:21-23).