Condivide la pagina

Submit to FacebookSubmit to TwitterSubmit to LinkedIn

Genesi

 "Nel principio Dio creò i cieli e la terra". La Genesi è Libro degli inizi. La Bibbia non tenta di provare che Dio esiste. Essa asserisce che Dio è il Creatore di tutte le cose.

La Genesi é il Libro degli "Inizi". In essa leggiamo che Dio era già nel principio (non importa quanto lontano possiamo andare col pensiero nel passato); vi leggiamo l'inizio di molte altre cose come l'universo materiale, la razza umana, il peccato dell'uomo, i sacrifici e la redenzione, la civiltà, l'agricoltura, le arti e le scienze, le nazioni e il popolo d'Israele. Qualcuno ha chiamato la Genesi "il semenzaio della Bibbia" perché in essa troviamo in embrione molti grandi insegnamenti che sono sviluppati più ampiamente in altri libri.

La Genesi dimostra la necessità della salvezza. La Bibbia non dà una storia dettagliata e completa dell'universo, e neppure della razza umana ma si preoccupa soprattutto del modo in cui fu mandato in effetto il piano di Dio per la salvezza dell'uomo per mezzo del Signore Gesù Cristo. La Genesi mostra la necessità della salvezza tramandandoci l'ingresso del peccato nel mondo ed annunzia la venuta del Salvatore in quello che é stato chiamato il protovangelo, o il primo accenno al vangelo (Ge. 3:15).

La Bibbia è composta di 66 libri diversi, di cui 39 narrano la storia dell’Antico Patto e 27 Libri del Nuovo Patto testimoniano della venuta del Signore nostro Gesù Cristo. L'intero Antico Patto é largamente la preparazione di Colui che doveva venire e la Genesi prepara la via dimostrando che il Salvatore doveva essere un uomo (progenie della donna); della linea di Set il quale temeva Iddio, di Noé, di Shem, uno dei tre figli di Noé, quindi di Abramo, di Isacco, di Giacobbe e, finalmente, di Giuda, Uno dei dodici figli di Giacobbe (Ge. 49:10).

Gli altri libri dell'Antico Patto continuano a raccontare la storia e restringono la discendenza del Messia alla famiglia del Re Davide.

Nel primo Comandamento leggiaqmo: “«Io sono il SIGNORE, il tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal paese d'Egitto, dalla casa di schiavitù. Non avere altri dèi oltre a me” (Es. 20:2,3).

L'apostolo Paolo scriveva ai romani: "L'ira di Dio si rivela dal cielo contro ogni empietà e ingiustizia degli uomini che soffocano la verità con l'ingiustizia; poiché quel che si può conoscere di Dio è manifesto in loro, avendolo Dio manifestato loro; infatti le sue qualità invisibili, la sua eterna potenza e divinità, si vedono chiaramente fin dalla creazione del mondo, essendo percepite per mezzo delle opere sue; perciò essi sono inescusabili, perché, pur avendo conosciuto Dio, non lo hanno glorificato come Dio, né lo hanno ringraziato; ma si sono dati a vani ragionamenti e il loro cuore privo d'intelligenza si è ottenebrato. Benché si dichiarino sapienti, sono diventati stolti, e hanno mutato la gloria del Dio incorruttibile in immagini simili a quelle dell'uomo corruttibile, di uccelli, di quadrupedi e di rettili” (Ro. 1:18-23).

Purtroppo il cristianesimo ha seguito e segue le "orme" del popolo ebreo; la Chiesa di Cristo è stata dilaniata da persone della mente corrotta, in special modo dopo la riforma Protestante cominciata nel 1.600 circa, sono sorti un "ginepraio" di denominazioni-partiti, ognuno dei quali sostiene di essere la "vera chiesa di Cristo" ma in realtà sono il "frutto di persone con la mente ottenebrata che creano solo "partiti religiosi",  invece di promuovere l'Opera di Dio, che è fondata sulla fede (1Ti. 1:3,4)

La creazione

L'espressione "e Dio disse" indica l’Onnipotenza di Dio. Nel primo capitolo ci sono i primi dieci comandamenti rivolti da Dio al mondo materiale e tutti sono stati perfettamente rispettati. Essi si pongono così in netto contrasto con la sua seconda serie di dieci comandamenti, in Esodo 20, ognuno dei quali è ininterrottamente infranto.

L'espressione "secondo la sua specie" ricorre dieci volte nel primo capitolo. Essa afferma il principio che, mentre può esserci cambiamento in una data "specie", non c'è alcuna trasformazione tra le specie.

È degno di nota anche l'ordine della creazione. Essa inizia con la manifestazione della luce, la separazione delle "acque di sotto" dalle "acque di sopra" e l'emergere della massa terrestre dal profondo delle onde del mare. Continua con la creazione della vegetazione, delle erbe, degli alberi, dei pesci e dei volatili, del bestiame, dei rettili e degli animali. E per ultimo descrive la creazione dell'uomo.

La caduta

L'uomo fu creato "a immagine e somiglianza di Dio" (Ge. 1:26-28), un essere perfetto. Genesi 3 descrive come egli cadde. Nella caduta l'uomo si trascinò con sé quasi tutta la creazione per il regno umano (Adamo ed Eva furono entrambi coinvolti). È importante notare che il serpente tentò Eva ed Eva tentò Adamo. Eva fu ingannata, Adamo fu disobbediente. Il Signore Gesù credeva che Adamo ed Eva fossero esistiti veramente (Mt. 19:4) e il capitolo 5 della lettera ai Romani è basato sulla convinzione che Genesi 3 sia storicamente esatto.

Il peccato, il dolore, le sofferenze e la morte derivarono dalla caduta. I figli di Adamo ereditarono la sua natura caduta (Ge. 5:3). Il primo peccato dell'uomo separò questo da Dio; il secondo, come è narrato nella storia di Caino e Abele, separò l'uomo dall'uomo. Cristo è venuto a restaurare, mediante l'opera della Croce, entrambi questi due rapporti infranti.

Il diluvio

Genesi 4 elenca i discendenti di Caino e Genesi 5 quelli di Seth. La storia dei discendenti di Caino fu quella di un attaccamento ai beni terreni, che culminò nella perversità di Lamec, il settimo da Adamo. La storia dei discendenti di Seth fu invece di intensa spiritualità. In questa stirpe la fedeltà a Dio culminò con Enoc, egualmente il settimo da Adamo. In Genesi 6 la separazione tra il popolo di Dio e i figli del mondo scompare. L'apostasia umana si eleva fino al cielo e provocò il giudizio divino.

Il Signore Gesù credette in un Noè reale, in un'arca reale e in un diluvio reale. Dubitare dell'esattezza storica di tale avvenimento significa mettere in dubbio la divinità stessa di Cristo. Il diluvio fu la risposta dell'Eterno alla malvagità umana. Esso tuttavia giunse quando il mondo era stato ben ammonito e una salvezza era stata preparata. Le acque del diluvio non si abbassarono completamente per un anno intero.

La torre di Babele

Genesi 10 ci fornisce una delle più antiche tavole esistenti dell'origine delle nazioni. Sem, Cam e Jafet, i figli di Noè, divennero i capostipiti dei tre grandi gruppi etnici della terra. Da Sem discesero le tribù semitiche; da Cam gli africani dalla pelle scura e i cananei; da Jafet le altre nazioni.

L'edificazione della torre di Babele fu un tentativo da parte dell'uomo di costruire una società umana unita, ignorando deliberatamente il Comandamento di Dio (Ge. 9:8-11) Si concluse col giudizio di Dio, la confusione del linguaggio e la dispersione del genere umano sino ai confini della terra.

Abrahamo

Col la chiamata di Abrahamo inizia la storia più dettagliata dei rapporti fra Dio e l’umanità. Al tempo di Abrahamo in Ur dei Caldei l'idolatria si era diffusa come in tutta la terra; Ur dei Caldei dove egli nacque, era un centro di culto alla luna e altre pratiche idolatriche. Obbedendo alla chiamata di Dio, Abrahamo lasciò Ur per divenire pellegrino e straniero nel territorio di Canaan, la Terra Promessa. Dio fece un patto con Abrahamo per dare a lui e alla sua progenie questa terra per sempre.

Nella sua vita ci furono numerose prove. Ebrei 11 ci rammenta che egli "morì in fede, senza aver ricevuto le cose promesse". L'unica cosa che possedeva a Canaan era una tomba. Tuttavia Dio non lo aveva dimenticato. Nei primi giorni del pellegrinaggio di Abrahamo l'Eterno gli disse che la sua promessa si sarebbe adempiuta in un tempo futuro (Vedi Ge. 15:13-21).

Isacco

Le promesse stipulate furono confermate a Isacco e poi a Giacobbe. Il termine "protetto" ci dà l'indicazione della storia di Isacco. La prima parte è collegata alla storia di Abrahamo mentre l'ultima a quella di Giacobbe. Nella sua nascita, fuori dagli schemi normali, nella sua "obbedienza fino alla morte" e nel suo matrimonio, Isacco è definito uno dei simboli di Cristo dell'Antico Patto.

Giacobbe

La storia di Giacobbe può riassumersi in tre parole: soppiantatore, servo e santo. Il suo ingannevole comportamento nei confronti del fratello gemello Esaù pose le fondamenta dell'inimicizia che esistette in seguito fra le nazioni di Israele ed Edom. Questa inimicizia continua ancora oggi.

A Peniel, dove Giacobbe lottò con l'angelo, gli furono mutati il nome e il carattere. Da Giacobbe divenne Israele (Ge. 32:28) "colui che lotta con Dio" o "principe con Dio". I suoi figli furono conosciuti come "i figli di Israele" e furono i capostipiti delle dodici tribù. La loro storia occupa la maggior parte dell'Antica Alleanza. I figli di Giacobbe furono, in ordine di nascita, Ruben, Simeone, Levi, Giuda, Dan, Neftali, Gad, Ascer, Issacar, Zabulon, Giuseppe e Beniamino.

Giuseppe

Circa un quarto della Genesi è costituito dalle vicende di Giuseppe, figlio prediletto di Giacobbe avuto con Rachele. Venduto schiavo in Egitto per la gelosia dei fratelli, fu poi falsamente accusato e imprigionato. In seguito, per l'abilità nell'interpretare i sogni del Faraone e per la sua saggezza, fu promosso al più alto incarico del paese. Una dura carestia obbligò la famiglia patriarcale ebraica a cercare cibo in Egitto. Giuseppe, ora "primo ministro d'Egitto", riconobbe i fratelli e agì tanto sulla loro coscienza da portarli a una spontanea confessione della colpa da loro commessa nel venderlo schiavo. Poi si fece riconoscere da loro e li stabilì insieme con le famiglie nel territorio di Goscen.

Prima di morire, Giacobbe incluse Efraim e Manasse, i due figli di Giuseppe, fra i discendenti patriarcali. In Genesi 49 leggiamo come Giacobbe chiamò i figli al suo fianco per dar loro la sua benedizione e predisse la loro storia sino alla fine dei tempi.