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Cantico dei Cantici

Il Libro, Cantico dei Cantici ha sempre fatto parte del canone ed è stato sempre tenuto in altissima stima. I Rabbini usano dire:

"I Proverbi sono la corte esterna del tempio di Salomone; l'Ecclesiaste il luogo santo, e il Cantico dei Cantici il luogo santissimo". II nome del libro (letteralmente "Cantico dei cantici") è un'espressione superlativa, come a dire "il canto più eccellente che vi sia".

Potremmo chiamarlo il canto dell'Amore in cui si esprimono i più ardenti e teneri sentimenti di una sposa e di uno sposo, di un pastore e d'una pastorella, di Sulamite e Salomone. Vogliamo premettere che questo libro può essere compreso come una squisita allegoria dell'unione mistica tra Dio e la sua Chiesa, solo quando il concetto dell'amore in chi legge, viene elevato nelle sfere sublimi dello spirito, dove realmente appartiene, anche quando l'irresistibile e mutua attrazione degli sposi si traduca e raggiunga la sua consumazione in una espressione fisica.

"Il libro parla esclusivamente di amore. I due interlocutori principali sono lo Sposo e la Sposa. La Sposa esprime avanti alle figlie di Gerusalemme i suoi desideri amorosi e le lodi per lo Sposo, e intreccia con esso dialoghi d'encomio (1:2; 2:7). Soliloquio della sposa che descrive una visita fattale dallo Sposo, ripetendo la descrizione della primavera che egli recitò sotto la sua finestra e le lodi che indirizzò (2:8-17). La Sposa, avendo perduto lo Sposo, lo cerca nottetempo per la città. Si vede quindi venire su dal deserto un solenne corteggio di armati che accompagna la lettiga su cui è Salomone; ampia descrizione del corteo (3:1-11). Lo Sposo descrive le bellezze della Sposa (4; 5:1).

La Sposa narra che, avendo inteso di notte lo Sposo che bussava alla porta di lei, fu lenta ad aprirgli e quando gli aprì egli s'era già allontanato; si diede allora a cercarlo per la città, s'imbatté nelle Figlie di Gerusalemme con le quali intrecciò un dialogo descrivendo loro il suo Sposo (5:2; 6:3). Nuova descrizione della Sposa e sue lodi, fatte dallo Sposo (6:4-12). Descrizione della Sulamite e sue lodi (7:1-10). La Sposa invita lo Sposo a andare con lei per le campagne fiorite; desideri di lei a riguardo di lui (7:11; 8:4). La Sposa viene su dal deserto appoggiandosi sul suo Sposo; si accennano ricordi del passato, e propositi per l'avvenire, in forma di aforismi morali (8:5-7).

Dialogo fra la Sposa e i suoi Fratelli, ostili ad essa. La Sposa quindi afferma la superiorità della sua vigna rispetto a quella di Salomone. Invito dello Sposo e dei suoi compagni alla Sposa; risposta di costei (8:8-14).

Il Cantico sarebbe così una descrizione dell'amore del Signore per Israele o di Cristo per la sua Chiesa. Questa è l'opinione sostenuta da interpreti ebraici e dalla maggioranza dei commentatori cristiani ortodossi. Così spiegato, il libro ha ritenuto il suo posto nel cuore del Cristianesimo.