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La Chiesa di Cristo riconosce

La Chiesa di Cristo riconosce la validità della propria fede solamente se tale fede è fondata sulle Scritture e solamente se essa cammina nell'obbedienza a tali Scritture.

Le Lettere, e in particolar modo quelle scritte dall’Apostolo Paolo alle varie Comunità, la maggior parte da lui fondate, sono la base per comprendere la dimensione della Chiesa che è in sé stessa e in Cristo Gesù che, non è ideologia ecclesiale precostituita dalla corrotta mentalità umana nei dogma.

Il "Dogma", dal greco Dogmatos, letteralmente afferma una "verità" non dimostrata che viene imposta arbitrariamente senza possibilità di essere criticata. Nella teologia cattolica, il "Dogma" è la verità rivelata da Dio, proposta dalla Chiesa come fondamento di fede mediante dichiarazione solenne del concilio ecumenico o del pontefice, con l'obbligo di credervi.

La storia biblica narra il continuo conflitto fra la Luce e le tenebre. Conflitto iniziato fin dall'apparizione dell'uomo sulla terra. Dio ha creato l'uomo a Sua immagine e somiglianza, per condividere la Sua eterna gloria con la Sua creatura (Gv. 17:24).

Dio, dopo aver creato l'uomo lo pose in una posizione per dir poco "idillica", con una sola restrizione: "Dio il SIGNORE ordinò all'uomo: “Mangia pure da ogni albero del giardino, ma dell'albero della conoscenza del bene e del male non ne mangiare; perché nel giorno che tu ne mangerai, certamente morirai...Il serpente disse alla donna: “No, non morirete affatto; ma Dio sa che nel giorno che ne mangerete, i vostri occhi si apriranno e sarete come Dio, avendo la conoscenza del bene e del male" (Ge. 2:16,17; 3:4). La continuazione di Genesi 3 descrive dove la disubbidienza alla voce di Dio condusse i nostri primitivi antenati.

Storia del Concili

Un Concilio veniva indetto per conciliare due teologie in contrasto, ignorando che la volontà di Dio non è conciliabile.

Il primo concilio ecumenico, fu indetto dall'imperatore Pagano Costantino I nel 325 a Nicea, per combattere l'eresia di Ario che negava la divinità di Cristo. Il concilio formulò il concetto della Trinità divina (Padre, Figlio e Spirito Santo), per il quale Dio era definito Uno e contemporaneamente Trino e sempre divino.

Il secondo Concilio fu indetto dall’Imperatore Teodosio I “detto il grande” nel 381 a Costantinopoli, per contrastare l'eresia di Macedonio, il quale negava la natura divina dello Spirito Santo. Il concilio formalmente conferma la concezione della Trinità, formulata dalle corrotte menti carnali nel concilio di Nicea.

Il terzo Concilio fu indetto dal patriarca di Costantinopoli nel 431 a Efeso, contro Nestorio il quale sosteneva la doppia natura di Cristo. Il Concilio compattè l'eresia Nestoriana con un'altra eresia più grande: definì Maria madre di Dio.

Il quarto Concilio di Calcedonia nel 451, fu indetto contro Eutiche, sostenitore del monofisismo: egli sosteneva che in Cristo ci fosse un'unica natura, divina e umana allo stesso tempo. Il concilio, secondo la tesi di Cirillo di Alessandria, ribadì invece che Cristo aveva due nature (divina e umana) pur essendo una sola persona.

L'apostolo Paolo scrisse nella Lettera ai Romani che, un tale ragionamento proviene da una mente corrotta e ottenebrata di fatto, “L'ira di Dio si rivela dal cielo contro ogni empietà e ingiustizia degli uomini che soffocano la verità con l'ingiustizia; poiché quel che si può conoscere di Dio è manifesto in loro, avendolo Dio manifestato loro; infatti le sue qualità invisibili, la sua eterna potenza e divinità, si vedono chiaramente fin dalla creazione del mondo essendo percepite per mezzo delle opere sue; perciò essi sono inescusabili, perché, pur avendo conosciuto Dio, non l'hanno glorificato come Dio, né l'hanno ringraziato; ma si sono dati a vani ragionamenti e il loro cuore privo d'intelligenza si è ottenebrato. Benché si dichiarino sapienti, sono diventati stolti, e hanno mutato la gloria del Dio incorruttibile in immagini simili a quelle dell'uomo corruttibile, di uccelli, di quadrupedi e di rettili” (Ro. 1:18-23).

La mentalità umana dal pensiero corrotto, diabolico e carnale fa registrare molti altri concili nella storia del cristianesimo.

Il pensiero di Ario, Macedonio, Nestorio, Utiche, Costantino I, Teodosio, e di tutti coloro che parteciparono ai Concili e di quanti definiscono l’Iddio infinito in una triade, non è diverso da quello del serpente antico (Ge. 3:1-5); poichè osa definire l'Iddio Infinito e Onnoptente in una triade delle religioni mistreriche pagane.

Come si può ben notare i concili convocati per contrastare l'eresia di uomini iniqui e corrotti di mente, spesso contrastavano l'iniquità con un'altra maggiore iniquità. L’Iddio Onnipotente che ha creato il cielo, la terra e tutto quando è in essi contenuto, non si presta a nessuna ideologia dei pensieri umani sempre iniqua. Ovviamente, indire un concilio o pensare indire un concilio per denunciare la più grande eresia concepita dalla sinergia papa-imperatore sarebbe stata pura utopia.

Dio trasmette all'umanità la Sua volontà per mezzo delle sante Scritture. Solo Dio sa cosa è bene e cosa è male per l'uomo, ma l'uomo, con la sua iniquità cerca di adattare la volontà di Dio, alle dispute dottrinali umane. Falsificando "la parola vivente e permanente di Dio" (1Pi. 1:23).

Dio dice: "Lasci l'empio la sua via e l'uomo iniquo i suoi pensieri; si converta egli al SIGNORE che avrà pietà di lui, al nostro Dio che non si stanca di perdonare.

“Infatti i miei pensieri non sono i vostri pensieri, nè le vostre vie sono le mie vie, dice il SIGNORE. Come i cieli sono alti al di sopra della terra, così sono le mie vie più alte delle vostre vie, e i miei pensieri più alti dei vostri pensieri" (Is. 55:7-9).

Il pensiero che l'uomo esterna su Dio è sempre errato; Dio rivela la Sua volontà per redimere l'umanità. Ciò è tutto quello che l'uomo deve sapere su Dio e nient'altro.

Il "Dogma" della Trinità fu concepito nel Concilio di Nicea del 325 e partorito poi al Concilio di Costantinopoli del 381, con l'Editto (frutto dell'inseparabile sinergia papa-imperatore) dell’Imperatore Teodosio:

"Noi vogliamo che tutti i popoli governati dalla clemenza nostra seguano la religione che il Santo apostolo Pietro rivelò ai Romani e che il pontefice Damaso e il Vescovo Pietro d'Alessandria professano. Noi crediamo che il Padre, il Figliuolo e lo Spirito Santo formino una sola divinità sotto un'eguale maestà e una pia trinità. Per tanto ordiniamo che tutti quelli che seguono questa fede si chiamino Cristiani cattolici, e, poiché crediamo che gli altri siano dementi e insani, vogliamo che essi subiscano l'onta dell'eresia e che i loro conciliaboli non abbiamo più il nome di chiese. Oltre la condanna della divina giustizia, essi riceveranno le severe pene che la nostra autorità, guidata dalla celeste sapienza, vorrà infliggere loro".

La storia registra con quale amore i papi di turno applicarono questa celeste sapienza; il papa ordinava nelle cosiddette bolle e altri documenti: "torturateli, uccideteli, annientateli, bruciateli vivi, ordini eseguiti alla lettera (la "santa inquisizione" furono definiti dalla cattolica quei atroci delitti).

Tutti i "dogma" furono concepiti e imposti arbitrariamente dalla stessa sinergia, poi nel tempo assorbite e professati come verità. La storia del cristianesimo registra l'erosione della fede iniziata abbastanza presto. Nel secondo o terzo secolo fu elevato a "dogma" il culto dei santi, l'adorazione di Maria e il culto delle immagini furono levati a "dogma" nel quarto secolo, il dogma della Trinità fu fissato, come si è già detto, al Concilio di Costantinopoli nel quarto secolo, il dogma cristologico nel quinto, il dogma della transustanziazione, con l'obbligo della confessione auricolare nel tredicesimo, la preghiera del rosario nel tredicesimo secolo e nella forma attuale nel diciassettesimo secolo, la dottrina dell'infallibilità del papa è stata elevata a dogma nel 1870, e così via.

Molti dogmi sono ormai assorbiti nella concezione di fede "cristiana" cattolica e purtroppo, alcuni dogmi anche da cristiani che si “fregiano del nome evangelici". Dogma che travisano la Parola di Dio.

Alla diabolica concezione "trinitaria", nel medioevo furono aggiunte nella nostra Bibbia tutte quelle scritte e numeri in grassetto che precedono, sezioni, capitoli e versetti, che hanno contribuito all'errata interpretazione della Bibbia, dalla quale sono sorte molte dottrine di uomini. Il tipografo Gutenberg di Magonza, inventò o meglio perfezionò la stampa a caratteri mobili. Dalla sua stampa nel 1456 esce il primo libro stampato: la Bibbia Vulgata, un capolavoro a detta dei tipografi. Altre versioni migliorate, perfezionate e arricchiti con l'aggiunta di tutte quelle parti in grassetto: titoli, capitoli, numerino dei versetti uscirono dal torchio di Gutenberg nello scorrere degli anni.

La stampa della Bibbia a basso costo, fino allora monopolizzata dalla cattolica che vietata ai credenti di possedere e leggere la Bibbia, contribuì efficacemente allo sviluppo della Riforma Protestante. Ma come in tutte le cose quando l'uomo cerca di migliorare le cose di Dio, finisce per danneggiare il destinatario alla quale Dio ha donato quelle cose.

La divisione della Bibbia in capitoli e versetti, non è ispirazione divina, Dio ha dato corpo alla Sua rivelazione in un Libro di storia incomparabile nel suo contenuto e scopo: la Bibbia. La Bibbia non è un trattato in codice numerato, come alcuni la interpretano, ma un Libro che riguarda la storia della redenzione. Più specificamente, l'orientamento della Scrittura riguarda la storia del compimento delle promesse di Dio, il cui Evento cruciale è l'Opera di Dio compiuta per mezzo del nostro Signore Gesù Cristo.

Il contenuto della rivelazione divina è storico redentivo e cristocentrico.

La divisione della Bibbia così com'è arrivata a noi è un'invenzione utile, permette di raggiungere facilmente il passo desiderato, basta conoscere il Libro, il capitolo, il versetto e il "giuoco", per così dire è fatto. Il problema nasce quando si estrapolano versetti qua e là, per far dire alla Bibbia quello che non dice, metodo caro ai settari.

La concezione trinitaria, trova terreno fertile nella divisione della Bibbia in capitoli e versetti, che sono le cause che dominano le divisioni nel mondo cristianizzato, oltre a distorcere la Parola di Dio, la discreditano di fronti ai nemici di Cristo.

Il fulcro dei Testimoni di Geova e degli Islamici, è proprio la diabolica concezione filosofica della Trinità. Il Messaggio del Vangelo dice: "Questa è la vita eterna: che conoscano te, il solo vero Dio, e colui che tu hai mandato, Gesù Cristo" (Gv. 17:3). ''. .. quando giunse la pienezza del tempo, Dio mandò suo Figlio, nato da donna, nato sotto la legge, per riscattare quelli che erano sotto la legge, affinchè noi ricevessimo l'adozione"(Ga. 4:4,5). " ... Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinchè chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna" (Gv. 3:16). "Ma quando la bontà di Dio, nostro Salvatore, e il suo amore per gli uomini sono stati manifestati, egli ci ha salvati non per opere giuste da noi compiute, ma per la sua misericordia, mediante il bagno della rigenerazione e del rinnovamento dello Spirito Santo, che egli ha sparso abbondantemente su di noi per mezzo di Cristo Gesù, nostro Salvatore" (Tt. 3:4-6).

La Trinità è sconosciuta agli Apostoli Paolo, Pietro, Giovanni e tutti gli atri che annunciarono oralmente e poi messo per iscritto il Vangelo di Dio che riguarda Gesù Cristo Signore nostro e non la insegnano, ma annunziano Cristo Gesù morto per i nostri peccati, risuscitato ed è seduto alla destra di Dio per intercedere per noi. Quindi, per dirlo con le parole dell'Apostolo Paolo, non mi propongo di sapere altro, "fuorché Gesù Cristo e lui crocifisso" (1Co. 2:2). Per la quale, mi astengo di pratica oltre quello che è scritto (1Co. 4:6).

Infatti, la dottrina della Trinità non aggiunge nulla all'Opera di redenzione compiuta sulla Croce del nostro Signore Gesù Cristo, ma la concezione carnale umana si erge al sapere filosofico, stabilisce la "forma" del Creatore del cielo, della terra e di tutto ciò che l'Universo contiene. Tuttavia, qualche riflessione riguardo ai "dogmi" concepiti nei vari concili la si deve pur fare, poiché è più attuale che mai.

La chiesa romana rivendica la cattolicità, ovvero, l'universalità, arrogandosi il nome "Chiesa" e si erge a corredentrice di Cristo, di fatto non annunzia Cristo, ma aggiunge al Vangelo, le concezioni formulate nei vari concili ecumenici. Cristo non è il solo Mediatore fra Dio e gli uomini, annunciato dall'Apostolo Paolo, Pietro e tutti gli altri. La cattolica, oltre definire la chiesa corredentrice di Cristo, aggiunge molti altri mediatori e mediatrice, per fino morti.

La divisione della Bibbia in capitoli e versetti, fa dire al pentecostalismo, che applica alla lettera la dottrina trinitaria, che la fede in Cristo Gesù non è completa, bisogna aggiungere una nuova esperienza, uguale a quella della Pentecoste, teologia insegnata già dai giudaizzanti: "se voi non vi fate circoncidere non potete essere salvati" e condannata dall'Apostolo Paolo. A questa concezione il pentecostalismo arriva estrapolando dal contesto versetti qua e là. Infatti, la loro "dottrina" basata maggiormente sull'oralità prescinde dalla didattica apostolica, ma si basa su alcuni passi presi dai Libri storici: Vangeli e Atti, estrapolati dal contesto, nessun passo didattico apostolico viene citato, salvo il passo estrapolato in Prima Corinzi quando Paolo dice di non impedire il parlare in altre lingue (1Co. 14:39) e qualche altro passo che viene adattato alla loro dottrina.

Per esempio, un versetto molto caro a molti pastori è 2 Corinzi 13:13, la così detta, benedizione pastorale: "La grazia del Signore Gesù Cristo e l'amore di Dio e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi". Questo passo è uno specchio, riflette sia ciò che provoca la concezione trinitaria, sia l'effetto provocato della divisione della Bibbia in capitoli e versetti.

Per molti questo passo afferma la Trinità di Dio, ma se leggiamo tutto il capitolo 13 di Seconda Corinzi, o meglio tutte e due Lettere ai Corinzi, comprendiamo che Paolo non intende l'azione trinitaria, piuttosto la comunione fraterna operata dallo Spirito Santo che Dio ha messo nei cuori dei credenti, con il Padre e Gesù Cristo (cfr. Ro. 1:7; 1Co. 1:3; 2Co. 1:2; Ga. 1:3; Ef. 1:2; FI. 1:2; Fm. 3) Se non è questo il pensiero di Paolo, cosa vuol dire quando scrive:

"Ai Corinzi: "Ora, fratelli, vi esorto, nel nome del Signore nostro Gesù Cristo, ad aver tutti un medesimo parlare e a non aver divisioni tra di voi, ma a stare perfettamente uniti nel medesimo modo di pensare e di sentire" (1Co. 1:10). E io, fratelli, quando venni da voi, non venni ad annunciarvi la testimonianza di Dio con eccellenza di parola o di sapienza; poiché mi proposi di non sapere altro fra voi, fuorché Gesù Cristo e lui crocifisso" (1Co. 2:1,2).

Agli Efesini: "sforzandovi di conservare l'unità dello Spirito con il vincolo della pace. Vi è un corpo solo e un solo Spirito, come pure siete stati chiamati a una sola speranza, quella della vostra vocazione. V'è un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo, un solo Dio e Padre di tutti, che è al di sopra di tutti, fra tutti e in tutti" (Ef. 4:3-6).

Ai Filippesi: "Se dunque v’è qualche incoraggiamento in Cristo, se vi è qualche conforto d'amore, se vi è qualche comunione di Spirito, se vi è qualche tenerezza di affetto e qualche compassione, rendete perfetta la mia gioia, avendo un medesimo pensare, un medesimo amore, essendo di un animo solo e di un unico sentimento" (FI. 2:1,2).

A Tito: "Ma quando la bontà di Dio, nostro Salvatore, e il suo amore per gli uomini sono stati manifestati, egli ci ha salvati non per opere giuste da noi compiute, ma per la sua misericordia, mediante il bagno della rigenerazione e del rinnovamento dello Spirito Santo, che egli ha sparso abbondantemente su di noi per mezzo di Cristo Gesù, nostro Salvatore" (Tt. 3:4-6).

Cosa vuol dire l'Apostolo Giovanni quando scrive: "Quel che era dal principio, quel che abbiamo udito, quel che abbiamo visto con i nostri occhi, quel che abbiamo contemplato e che le nostre mani hanno toccato della parola della vita, quel che abbiamo visto e udito, noi lo annunziamo anche a voi, perché voi pure siate in comunione con noi; e la nostra comunione Þ con il Padre e con il Figlio suo, Gesù Cristo" (1Gv. 1:1-3,7).

E ancora Paolo: "grazia a voi e pace da Dio nostro Padre e dal Signore Gesù Cristo", parole riportate in molte sue Lettere.

E soprattutto Gesù: "Non prego soltanto per questi, ma anche per quelli che credono in me per mezzo della loro parola: che siano tutti uno; e come tu, o Padre, sei in me e io sono in te, anch'essi siano in noi: affinchè il mondo creda che tu mi hai mandato" (Gv. 17:20,21).