Condivide la pagina

Submit to FacebookSubmit to TwitterSubmit to LinkedIn

Teofilo di Antiochia

Come teologo il suo apporto all'approfondimento della fede è scarso, incerto e oscuro.

L'esposizione che egli fa del mistero trinitario presenta notevoli approssimazioni, anche se gli viene riconosciuto il merito di essere stato il primo ad introdurre il termine Trias (= Trinità).

Teofilo è uno dei primi a “leggere nel racconto di Genesi un accenno alla Trinità” ed è proprio il brano della Creazione ad offrirgli lo spunto per esporre la sua teoria del Logos. Distingue due momenti: del Logos immanente e il logos epifanico o profetico. Questa sua teoria avrà poca fortuna; sia Ireneo di Lione sia la Chiesa stessa leggeranno come un pericolo, una simile spiegazione della generazione del Logos. Il diffondersi dell'arianesimo spingerà i pensatori dell'epoca ad abolire completamente la distinzione operata da Teofilo.

Altre sue intuizioni avranno invece seguito. Ad esempio la generazione del Logos dalla sostanza del Padre, l'unità del Logos con il Padre e l'identificazione dello Spirito con la Sapienza.

Teofilo riprende da Filone di Alessandria la teoria dell'immortalità dell'anima. Secondo Teofilo l'immortalità non sarebbe una proprietà essenziale dell'anima ma soltanto un premio che Dio concede ai buoni. Dio avrebbe messo l'uomo in una condizione intermedia, né mortale né immortale, dandogli la facoltà di optare per l'una o l'altra, grazie alla sua libertà.

L'atteggiamento fondamentale dell'uomo che vuole conseguire l'immortalità, sostiene Teofilo, è quello della fede. Questa è infatti l'unica via di salvezza. Altra condizione fondamentale è il distacco dalle cose di questo mondo e la [purezza] della mente. Non ci si può avvicinare a Dio afferma Teofilo, senza purezza interiore e senza un impegno reale ad una vita corretta e santa. 

Teofilo di Alessandria, fu uno dei primi apologisti dalla mente corrotta e ottenebrata.