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Filosofia

La parola "filosofia" viene dal greco e significa letteralmente “L'amore della sapienza".

La filosofia e quell'ostinato sforzo che tende a presentare un concetto ragionato dell'universo e del posto che l'uomo occupa in esso. Per convenienza tecnica, possiamo dividere il dominio della filosofia in tre parti: la prima tratta della teoria dell'essere; la seconda, del conoscere; e la terza del valorizzare. La filosofia non si estende su tutto il campo della conoscenza, ma essa e solamente uno dei tre grandi modi di organizzare l'universo in un sistema razionale.

La filosofia, la scienza, e la teologia sono le tre principali forme della conoscenza. Queste vanno distinte più o meno nel modo seguente. La scienza, in quanto scienza, non varca mai la soglia delle cause secondarie: se ciò facesse non sarebbe più scienza, ma essa diverrebbe filosofia. La filosofia mira l'universo come unita, e quindi premette a sua meta l'incessante ricerca del centro e sorgente di quest'unita -l'assoluto, la Causa Prima.  Questa meta o punto d'arrivo della filosofia e il punto di partenza per la teologia. Quindi la teologia ha come suo inizio l'Assoluto, perché essa afferma di aver già trovato ciò che la filosofia cerca di trovare. Dal suddetto possiamo derivare il contrasto tra l'atteggiamento filosofico di dubbi e probabilità, e l'atteggiamento teologico di rassicurazione e certezza.

La filosofia somiglia alla scienza in quanto al suo spirito critico di ricerca, ma differisce da essa in quanto a contenuto. La filosofia non si occupa e preoccupa, come fa la scienza, dell'acquisto di fatti specifici, eccetto che per valutarli ed inquadrarli nell'insieme della sua visione dell'universo. In quanto alla relazione tra filosofia e religione, la filosofia cerca di scoprire il nesso tra i più alti ideali e le più profonde realtà, e spesso in questa ricerca invade il campo religioso e si agevola dei suoi espedienti, sempre pero, come s'é accennato sopra, allo scopo di stabilire un concetto ragionato dell'universo.

Nella Bibbia vi sono due allusioni alla filosofia, ambedue fatte da Paolo.  Quando l'apostolo giunse ad Atene, egli s'imbatte in "certi filosofi epicurei e stoici. E non potendo trattenere il suo zelo, disputava con loro nell'areopago, centro di vita politica e filosofica, quasi tutti i giorni, eccetto che il sabato ch'egli passava nella sinagoga. Questi Epicurei - da Epicuro - e Stoici formavano due grandi scuole -nel periodo Greco-Romano- opposte tra di loro e ambedue contrarie ai principi fondamentali del Cristianesimo. Gli Epicurei non ammettevano che atomi materiali, negavano l'esistenza e l'immortalità dell'anima, la provvidenza ecc., e facevano cosi esistere la suprema felicita dell'uomo nel piacere. 

Gli Stoici insegnavano il panteismo, il fatalismo, e facevano consistere tutta la sapienza nella rassegnazione, o meglio nell'indifferenza, e nel disprezzo del dolore. Pieni di superbia come i farisei, non pensavano che a sé stessi e ad acquistare gloria presso gli uomini. Queste due scuole, in comune, sostenevano che l'uomo ha in sé sufficienti risorse per la propria salvezza. Veduta questa, che Paolo attacco recisamente, sostenendo che l'uomo peccatore trova la sua salvezza sol quando dipende sulla grazia di Dio. Nella Prima ai Corinti 1Co. 15:32)troviamo la grossolana espressione dell'Epicureismo: "Mangiamo e beviamo, che domani morremo". Non senza ragione, quindi, Paolo ammoniva i Colossesi (Cl. 2:8) col dire: "Guardate che non vi sia alcuno che faccia di voi sua preda con la filosofia e con vanità ingannatrice secondo la tradizione degli uomini, gli elementi del mondo, e non secondo Cristo". 

Questo monito, in tutta probabilità, fu diretto contro lo Gnosticismo che andava mettendo radici nella Chiesa Cristiana del suo tempo. Paolo riguardava lo Gnosticismo come falsa mistica, perché questa dottrina metteva troppa fede nelle umane speculazioni, e non abbastanza fede nel Cristo il Signore. (Dr. Pasquale Romanelli).